Chiuso dopo 115 anni il ristorante «Posta» di Sant’Omobono che cerca un nuovo gestore

RISTORAZIONE. Tantissime le testimonianze di affetto dei clienti alle sorelle Frosio negli ultimi mesi di apertura.

«Sono stati tre mesi incredibili. Sono venuti a trovarci tantissimi clienti. C’è chi, invece, saputo che avremmo chiuso, non ha voluto perdere l’occasione per venire a pranzo da noi almeno una volta». Così Petronilla Frosio, 67 anni compiuti lunedì scorso, che mercoledì - titolare insieme alla sorella Luisa - ha chiuso, dopo 115 anni, il ristorante Posta di Sant’Omobono, un pezzo di storia della ristorazione in Valle Imagna e nella Bergamasca.

La storia del ristorante

Nacque nel 1910, per iniziativa di Carlo Frosio, bisnonno di Petronilla e Luisa, che tre anni prima aveva acquistato il terreno dove ancora oggi sorge il ristorante.

Un punto strategico della valle, dove per decenni veniva smistata la posta. Per tale motivo prese il nome di Ristorante Posta. Nei giorni di mercato, ospitava l’ufficio del notaio, del geometra, del dentista e persino il primo sportello della Banca Popolare di Bergamo in Valle Imagna. Mercoledì 7 gennaio l’ultimo giorno di apertura, tra emozioni e rimpianti.

«Ci sono venute a trovare famiglie che qui hanno celebrato nozze e battesimi dei figli - continua Petronilla -. Intere generazioni che hanno voluto raccontarci i loro ricordi legati a questo luogo. C’è tanto rammarico ma anche tanta felicità per aver dato tanto alla nostra gente. Proprio da giovedì, è stata una coincidenza, inizierà anche la mia pensione».

Ora stiamo cercando chi possa continuare la gestione. E qualcuno si è interessato». La storia del Posta potrebbe non finire qui.

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