Contagi, in Bergamasca +33% in 7 giorni
Aree critiche ai confini con Brescia e Cremona

Nuovo incremento, anche se inferiore alla settimana precedente: sono stati accertati 2.237 casi in più. Il Comune che registra la maggiore incidenza è sempre Valgoglio. Sotto pressione anche Calcio e Spirano.

Che la curva cresca, di nuovo, è fuori dubbio. Basta guardare ai dati delle ultime due settimane: Bergamo e provincia passano da +1.916 casi di Covid-19 accertati fra il 24 febbraio e il 2 marzo a +2.237 casi rilevati fra il 3 e il 9 marzo. Ma il consueto report settimanale di Ats dice (almeno) un’altra cosa: nella Bergamasca la crescita, seppur ancora evidente, sembra iniziare a rallentare.

Ecco il trend: fra il 17 e il 23 febbraio sul territorio orobico si registrano +1.286 casi, poi la curva schizza fra il 24 febbraio e il 2 marzo a quota +1.916 – che significa +49% in soli sette giorni –, quindi (e siamo all’ultima settimana) sale ancora nell’intervallo 3-9 marzo ma, questa volta, contenendo la crescita a + 33%, che si traduce in +2.237 casi. Una direzione che risulta molto chiara anche guardando ai dati dell’incidenza settimanale: si passa da un’incidenza provinciale di 112 casi ogni 100 mila abitanti (17-23 febbraio) a 167 contagi ogni 100 mila residenti (24 febbraio-2 marzo) per poi arrivare nell’ultima settimana (3-9 marzo) a un’incidenza pari a 190 casi ogni 100 mila abitanti. E se la terza ondata interessa tutta la provincia, con un’impennata di contagi a preoccupare l’intero territorio orobico, ci sono alcune zone particolarmente sotto pressione.

«Le aree critiche sono rappresentate dagli Ambiti confinanti con la provincia di Brescia e con quella di Cremona – spiegano gli epidemiologi di Ats Bergamo guidati da Alberto Zucchi – ma, in termini generali, è aumentato il numero dei Comuni che nell’ultima settimana hanno registrato nuovi casi positivi: da 186 (77%) si è passati a 190 (80%)». C’è però un ulteriore elemento che emerge con chiarezza dai dati dell’ultima settimana: su un totale di otto Comuni diventati arancio rafforzato in anticipo rispetto al resto della provincia (il 23 febbraio, in seguito ad un’ordinanza mirata di Regione Lombardia), cinque registrano una decrescita dei contagi. Segno che le misure di contenimento, prese qui – in questo argine all’avanzata del virus dal Bresciano – prima che altrove, funzionano. I cinque Comuni in decrescita sono, per l’esattezza, Viadanica, Predore, Castelli Calepio, Credaro e Gandosso. Per gli altri tre – Sarnico, Adrara San Martino e, soprattutto, Villongo – la crescita non accenna ancora a frenare.

L’analisi territoriale

Venendo all’analisi territoriale, il Comune che fra il 3 e il 9 marzo registra la maggiore incidenza di casi sulla popolazione è, ancora, Valgoglio: la località seriana (zona rossa dal 28 febbraio) cresce al ritmo di 24,1 casi ogni mille abitanti: esattamente la stessa incidenza della settimana 24 febbraio - 2 marzo. In termini assoluti significa che il piccolo Comune bergamasco ha accertato anche questa settimana 14 nuovi casi. Segue Calcio, che cresce invece al ritmo di 7,6 contagi ogni mille abitanti: tradotto diventa + 42 tamponi positivi, contro i +24 registrati fra il 24 febbraio e il 2 marzo. Non a caso i cittadini di Calcio (60-79 anni) sono stati inseriti da Regione Lombardia fra i cittadini a rischio, da vaccinare prioritariamente. Sotto pressione c’è però anche il Comune di Spirano, che nell’ultima settimana registra un’incidenza pari a 6,5 casi ogni mille abitanti: la località della Bassa schizza da +24 (24 febbraio-2 marzo) a +38 (3-9 marzo) contagi. Seguono, sempre considerando l’incidenza, Pianico e Cividate al Piano (5,9 casi ogni mille abitanti), Grumello del Monte (5,7), Barbata (5,6), Villongo e Vilminore (5,5).

Se si guarda invece all’aumento dell’ultima settimana in termini assoluti, senza tener conto dell’incidenza, fra i primi dieci Comuni ci sono Bergamo (+ 165, contro + 136 dei sette giorni precedenti), Treviglio (+65, contro +58 del periodo 24 febbraio-2 marzo), Caravaggio (+61, contro +41 dei sette giorni prima), Romano (+57, erano +53 fra il 24 febbraio e il 2 marzo), Villongo (+46, in crescita rispetto a quota +33 dei sette giorni precedenti), Dalmine (+45, esattamente come la settimana prima ), Grumello del Monte (+44 contro +22 del 24 febbraio-2 marzo), Calcio (+42, in forte salita rispetto ai 24 nuovi casi della settimana prima), Brembate (+39, contro +24 dei sette giorni precedenti) e, infine, Spirano (+38, contro + 24 della settimana 24 febbraio-2 marzo).

La mutazione inglese

Impennate che, secondo gli esperti, sono in larga parte dovute alla diffusione sempre più ampia delle varianti del virus: nella Bergamasca sono stati accertati casi di mutazione inglese in un ampio spicchio di Comuni, oltre a tre casi di variante brasiliana. Mutazioni che stanno dando origine a numerosi focolai sparsi sul territorio, soprattutto all’interno di contesti familiari come confermano gli epidemiologi di Ats Bergamo: «La presenza sempre più diffusa di varianti, con la maggiore forza di contagiosità ormai dimostrata a livello scientifico, ha determinato un veloce innalzamento dei casi incidenti, con l’insorgere di numerosi focolai, sia in ambito famigliare (soprattutto), sia in ambito scolastico. Bisogna continuare a mantenere un’attenzione elevata su tutto il territorio».

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