Due aziende della Bassa «ripulite» per truffare fornitori durante il lockdown: 13 arresti
Guardia di Finanza (Foto by Archivio)

Due aziende della Bassa «ripulite» per truffare fornitori durante il lockdown: 13 arresti

Le società sono di Arcene e Verdello. Tra le vittime un fornitore di Osio Sotto, che ha perso 16 mila euro.

Avevano ripulito e «rigenerato» i bilanci di due aziende di Arcene e Verdello – in realtà in difficoltà e inattive – per far sembrare che godessero di ottima salute economica: in questo modo avrebbero messo in atto una truffa milionaria, con danni per una sessantina di fornitori, tra cui il titolare di un’azienda di Osio Sotto, che non si era mai visto pagare quattro fornitura di nastri di imballaggio per complessivi 16 mila euro. I presunti autori della maxi truffa sono stati scoperti dalla Guardia di finanza di Este, che ieri ha eseguito 13 misure cautelari (di cui una in carcere, una ai domiciliari e una terza con l’obbligo di firma) e sequestrato beni per 1,3 milioni di euro. A capo della presunta banda c’era William Alfonso Cerbo, siciliano di casa nel prestigioso quartiere «City Life» di Milano e ritenuto vicino al clan mafioso dei Mazzei: nella sua casa i finanzieri guidati dal capitano Andrea Zuppetti hanno trovato una gigantografia di Al Pacino nei panni di Tony Montana, protagonista del film «Scarface» di Brian De Palma.

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