Fiori e ceri in ricordo di Roy, morto in un incidente a Bergamo. Gli amici: «Un giardino per lui»

IN CITTÀ. Grande il dolore per la scomparsa del 22enne morto dopo un tragico schianto in moto.

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Gli amici che lo hanno allestito lo hanno subito ribattezzato «giardino in suo onore». E come tale in effetti appare l’aiuola davanti all’albero di via Broseta dove, alle 4 di domenica 20 aprile, si è schiantato il ventiduenne Roy Caleb Soliz Omonte, morto poco dopo il trasporto all’ospedale Papa Giovanni XXIII cittadino.

Il ricordo degli amici

Tra lunedì 21 e martedì 22 aprile sono stati posati tanti mazzi di fiori colorati e contornati da ceri, mentre il tronco dell’albero si è trasformato in una «bacheca» sulla quale sono state affisse le foto di Roy Caleb sorridente e ritratto in diverse circostanze della sua giovane vita. E soprattutto con gli amici, quegli stessi che ora gli hanno tributato questo ricordo. «Caleb Roy Soliz era una ragazzo d’oro e continueremo a celebrarlo in tutte le maniere possibili», spiegano i ragazzi.

Accertamenti ancora in corso

La data dei funerali non è stata ancora fissata: ai familiari è stato riferito che sono necessari ancora degli accertamenti, in particolare la visione delle telecamere della zona. Forse per avere la conferma – già emersa comunque dai primi rilievi della polizia stradale di Treviglio – che non vi fossero coinvolti altri mezzi nello schianto che si è rivelato fatale. «Roy aveva trascorso la serata in centro con gli amici e i colleghi di lavoro – ricorda il papà, Roy Carlos – e poi gli avevano chiesto se volesse andare in discoteca, ma lui si era rifiutato perché già c’era andato la sera prima, il venerdì, e si era diretto verso casa nostra, in via Pezzotta». In via Broseta, alle 4 in punto, lo schianto che si è rivelato fatale. Il ventiduenne ha perso il controllo della sua moto, è finito nella corsia opposta di marcia ed è caduto, battendo la testa – benché indossasse il casco – sul cordolo di quell’aiuola che ora gli amici stanno allestendo come un giardino del suo ricordo. «Per i funerali organizzeremo anche qualcosa con l’oratorio», spiegano sempre gli amici. Roy era nato in Bolivia, ma era arrivato a Loreto con la famiglia quando aveva soltanto due anni. È dunque un ragazzo cresciuto nel quartiere, ora scosso per la sua drammatica morte.

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