La Carrara studia come rinnovarsi Taglio dei costi e nuovo allestimento

La Carrara studia come rinnovarsi
Taglio dei costi e nuovo allestimento

Il futuro prevede spazi espositivi riorganizzati e prestiti delle opere incentivati. Rodeschini: museo più dinamico e flessibile. Ghisalberti: giusto cambiare in questa fase.

Lavori in corso sul futuro dell’Accademia Carrara. La pinacoteca ha risentito del lockdown e del drastico calo delle presenze turistiche, con un aggravante, la mostra su Peterzano costata diverse centinaia di migliaia di euro e inaugurata poco prima che la pandemia costringesse a chiudere i battenti. Eventi infausti che hanno accelerato quella che la direttrice Maria Cristina Rodeschini definisce «una riflessione molto attenta» sulla nuova identità del museo.

L’idea a cui sta lavorando la Fondazione è quella da un lato di ridurre i costi di gestione ­ cresciuti non poco ­dopo la riapertura e dall’altra di valorizzarne maggiormente il patrimonio espositivo. Come? Innanzitutto riallestendo e riorganizzando gli spazi. Il che significherebbe ridurre il numero delle opere in mostra ­– attualmente seicento –­ e liberare alcune sale da destinare alle esposizioni temporanee che normalmente vengono allestite in Gamec. Ricompattare la Carrara rinunciando agli spazi esterni ­– ogni due anni la Gamec è tenuta a mettere a disposizione della pinacoteca le sue sale per quattro mesi ­– sarebbe un primo passo verso la riduzione delle spese. I costi di sorveglianza, guardiania e delle varie utenze verrebbero ulteriormente ridimensionati se il nuovo allestimento prevedesse lo svuotamento di alcune sale. Ad esempio quelle attigue alla barchessa che già è predisposta ad accogliere piccoli eventi.

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