«La dislessia? Prima una zavorra, poi stimolo agli obiettivi della vita»
Vittoria Frisia

«La dislessia? Prima una zavorra,
poi stimolo agli obiettivi della vita»

La storia di Vittoria Frisia: dalle difficoltà alle elementari fino a ottenere la laurea e a diventare testimonial per aiutare.

«Se senti una voce dentro di te che dice “non puoi dipingere” - scrive Vincent Van Gogh -, allora a tutti i costi dipingi, e quella voce verrà messa a tacere». Vittoria Frisia, 22 anni, per trovare i suoi colori ha dovuto superare le sue paure, insicurezze e fragilità, e «coltivare la determinazione». Da quando ha iniziato la scuola ha dovuto fare i conti con la dislessia, e per tanto tempo l’ha considerata «una zavorra», finché si è accorta che «questa caratteristica mi ha permesso di non adagiarmi mai, mi ha permesso di diventare la Vittoria che sono oggi». Si è laureata in Scienze dell’educazione, servizi sociali e comunità all’Università di Bergamo, sta seguendo il corso magistrale di Scienze Pedagogiche a Milano, presto inizierà a lavorare in una comunità per minori non accompagnati. Nel frattempo è diventata anche volontaria e testimonial dell’Associazione italiana dislessia (Aid), e ha partecipato al progetto nazionale «My Story». Nel frattempo Vittoria ha imparato a risalire la corrente come i salmoni, sfidando il mondo e se stessa, cercando una strada di riscatto, anche quando nessuno sembrava darle fiducia.

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