Manenti, mercoledì a Parigi l’udienza per l’estradizione
Narciso Manenti in una foto d’archivio

Manenti, mercoledì a Parigi l’udienza per l’estradizione

Il tribunale francese si esprimerà sulle sorti degli ex terroristi rossi. Belotti: «Aspettiamo fiduciosi».

Un’udienza che si preannuncia decisiva quella in programma per mercoledì 12 gennaio al tribunale di Parigi per le sorti degli ex terroristi rossi che vivono da latitanti in Francia. Tra loro Narciso Manenti, oggi 63 anni, nativo di Telgate e sposato con una cittadina francese, condannato all’ergastolo per aver ucciso, la sera del 13 marzo 1979 a Bergamo Alta, l’appuntato dei carabinieri Giuseppe Gurrieri. Il militare dell’Arma venne freddato davanti al figlio di nove anni: quella sera stava accompagnando il bambino dal medico che, in quanto medico del carcere, doveva essere l’obiettivo di un rapimento da parte del gruppo «Guerriglia proletaria». Gurrieri non aveva esitato a intervenire ed era stato ammazzato.

Arrestato il 28 aprile dell’anno scorso durante un’operazione coordinata tra i governi italiano e francese (su di lui pendeva un ordine di cattura internazionale emesso dalla Procura di Bergamo nel 1986 e un mandato di cattura europeo in scadenza nel 2026), Manenti era tornato in libertà vigilata, così come gli altri ex terroristi. Sono seguiti mesi in cui il nostro governo ne ha chiesto l’estradizione. Il tribunale parigino ha fissato l’udienza domani. Sul caso interviene anche il deputato leghista bergamasco Daniele Belotti, che ha sempre seguito la vicenda: «Mercoledì presso la Corte d’Appello di Parigi ci sarà un’importante udienza per l’estradizione dei terroristi rossi che fin dagli Anni ’70 e ’80 se ne stanno beati in Francia – spiega –. Tra di loro c’è anche Narciso Manenti, condannato all’ergastolo per l’omicidio, avvenuto a freddo davanti al figlio di 9 anni, del carabiniere Giuseppe Gurrieri avvenuto a Bergamo nel 1979. Ho voluto sentire la segreteria del ministro Cartabia per avere certezza che tutta la documentazione richiesta dai giudici francesi fosse ok. Da parte italiana la determinazione per fare giustizia dopo decenni di latitanza c’è, ma a Parigi la vergognosa mobilitazione dei salotti radicalchic contro le estradizioni potrebbe far presa sulla Corte d’Appello. Aspettiamo fiduciosi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA