Omicidio di via Novelli: la ricostruzione dei fatti e i punti ancora oscuri

L’interrogatorio al giovane Alessandro Patelli è proseguito fino a mezzanotte: «Mi sono difeso» avrebbe detto al Pm.

I carabinieri della scientifica hanno lavorato molte ore intorno al cadavere di Marwen Tayari : a terra sono state cerchiate con il gesso tracce di sangue e cocci di bottiglia, che partono vicino al civico 8 e finiscono al 4B di via Novelli. Tutto viene fotografato, raccolto e imbustato dai tecnici . A coordinare le indagini il sostituto procuratore Paolo Mandurino .

Ogni piccolo particolare è importante per cercare di risalire alla dinamica di quanto accaduto. Ci sono ancora molti punti da chiarire, l’unica cosa che appare certa è che la tragedia sia nata per motivi futili, una lite innescata da un contatto accidentale tra Marwen Tayari e Alessandro Patelli , diciannovenne che abita con i genitori e un fratello di 24 anni proprio al primo piano del civico 4B di via Novelli.

Gli unici testimoni oculari della tragedia sono la compagna e la figlia di dodici anni di Tayari: della versione di Patelli, assistito dall’avvocato Enrico Pelillo e interrogato fino a mezzanotte nella caserma dei carabinieri di via delle Valli . Sembra che abbia risposto solo in parte alle domande degli inquirenti e poi si sia avvalso della facoltà di non rispondere . Il ragazzo era confuso e sotto shock, nel pomeriggio ha avuto un malore ed è stato trasportato per accertamenti al Pronto Soccorso del Papa Giovanni.

La ricostruzione .
Era da poco passata l’una di domenica 8 agosto, Tayari (gravato da precedenti per spaccio, lesioni e maltrattamenti) stava mangiando un panino seduto su un marciapiede di via Novelli insieme alla famiglia, la compagna di 36 anni e due figlie di 2 e 12 anni . Erano arrivati a Bergamo da Terno d’Isola, dove risiedono, per passare un pomeriggio in centro. È a quel punto che Alessandro, di corsa, ritorna verso casa per prendere degli effetti personali. Prima di varcare la soglia del portone del palazzo avrebbe urtato involontariamente la figlia di Tayari che gli avrebbe intimato di stare attento. Ne sarebbe nato un alterco fino a quel momento solo verbale, anche se piuttosto acceso.

Alessandro sarebbe salito in casa e ridisceso con il casco in testa e con il coltello. I n quel momento qualcuno ha anche gettato dalla finestra del condominio un sacchetto della spazzatura per cercare di separare i due . Dalle parole si è passati agli spintoni il tunisino ha sgambettato il 19enne ed entrambi sono finiti a terra. È qui che Alessandro avrebbe sferrato i colpi letali. Tayari ha cercato di rialzarsi e si è trascinato fino alle scale rompendo la bottiglia di birra che aveva precedentemente posato a terra. Il 34enne è spirato poco dopo davanti alla compagna e ai figli, ancor prima dell’arrivo dei soccorsi.

La versione di Patelli . Nell’interrogatorio Alessandro Patelli prima di avvalersi della facoltà di non rispondere, avrebbe raccontato di essersi difeso da Tayari Marwen dopo che quest’ultimo lo aveva insultato per aver urtato la figlia. Il giovane ha anche detto di essere stato successivamente minacciato con una bottiglia rotta.

Gli investigatori hanno sentito i testimoni e anche i pochi inquilini presenti nel palazzo per cercare riscontri, lo faranno anche esaminando le tante telecamere presenti nella zona e che potrebbero aver ripreso la scena .

Gli inquirenti stanno cercando di capire se nell’omicidio ci sia stata anche l’aggravante della volontarietà , ovvero se Alessandro Patelli sia effettivamente tornato in casa a prendere il coltello con il quale poi ha sferrato i colpi mortali o, invece, lo avesse già con sè .

Il coltello è stato recuperato e sequestrato. Il 19enne è stato arrestato in flagranza di reato e condotto in carcere con l’accusa di omicidio volontario per motivi abbietti e futili. A breve si svolgerà l’interrogatorio di convalida .

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