Rsa aperte? Prove tecniche col freno. Niente abbracci, visite consentite a due parenti

Rsa aperte? Prove tecniche col freno. Niente abbracci, visite consentite a due parenti

A Lovere si parte: gazebo in giardino per incontri di 40 minuti. Lazzarini (Carisma): troppi paletti.

Rispetto alle speranze suscitate dal ministero della Salute e ai tanti annunci che nei giorni scorsi hanno suscitato speranze e illusioni, la realtà è un’altra. «Le case di riposo sono chiuse» afferma senza mezzi termini Fabrizio Lazzarini, direttore generale di Carisma a cui fa capo la casa di riposo in via Gleno a Bergamo, la più grande della provincia: «Non è vero che sono state riaperte alle visite dei parenti – aggiunge – e vorrei chiarirlo una volta per tutte: l’ultima ordinanza del ministro Speranza riferita alle nostre strutture ha esplicitato un giusto e condivisibile principio, cioè quello di riavvicinare i parenti agli anziani ospiti, ma ponendo tutta una serie di regole e paletti che sono ancora una volta in capo alle case di riposo, chiamate a organizzare una ferrea regolamentazione degli accessi, a cui dobbiamo dedicare risorse specifiche che si traducono in costi maggiori rispetto al passato».

Le disposizioni prevedono che ogni anziano possa essere visitato da due parenti i quali devono avere con sé l’esito negativo di un tampone eseguito entro le 48 ore precedenti all’incontro in una struttura accreditata (per lo più Asst o farmacie), oppure un certificato di guarigione non più vecchio di sei mesi oppure un documento che attesti la conclusione del ciclo vaccinale (con due dosi ricevute, tranne che nel caso del Johnson&Johnson, di cui però non si ha ancora traccia).

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