Bergamo, le imprese promuovono il territorio solo a metà: pesano parcheggi, sicurezza e burocrazia
IL REPORT. Bergamo, le imprese promuovono (a metà) il territorio: più di 1 impresa su 2 vede la propria area attrattiva, 1 su 4 rileva un peggioramento. Per il 62,7% il contesto impatta - nel bene e nel male - sul business.
Lettura 2 min.Più di un’impresa bergamasca su dueconsidera attrattiva l’area in cui opera, ma quasi una su quattro rileva un peggioramento negli ultimi anni. È il quadro che emerge dalla nuova indagine dell’Osservatorio congiunturale di Confcommercio Bergamo, realizzata da Format Research su un campione di 700 imprese della provincia intervistate nel marzo 2026. Secondo la rilevazione, il 52,4% delle imprese giudica attrattivo il proprio territorio, mentre il restante 47,6% esprime una valutazione negativa. Un dato che restituisce un’immagine divisa quasi a metà, con differenze significative tra centro cittadino, quartieri urbani e aree periferiche.
Uno su 4 segnala un peggioramento
Negli ultimi tre anni, considerando il periodo 2023-2025 e i primi mesi del 2026, per il 60,2% degli intervistati la situazione è rimasta sostanzialmente stabile. Il 24,6% segnala invece un peggioramento, a fronte del 15,2% che rileva un miglioramento. A soffrire maggiormente sono le aree extraurbane e periferiche, dove il 25,9% delle imprese registra una perdita di attrattività. Tra i settori più critici figurano i pubblici esercizi e il turismo: rispettivamente il 27,9% e il 26,8% delle imprese indicano un peggioramento del contesto in cui operano.
Il centro regge, in difficoltà in periferia
Nel centro cittadino di Bergamo il giudizio appare più equilibrato: il 37,7% delle imprese assegna voti negativi all’attrattività della propria zona, il 33,4% esprime valutazioni intermedie e il 28,9% dà voti alti. Nei quartieri urbani e nelle aree extraurbane o periferiche, invece, il sentiment negativo supera il 52%. Tra le cause principali del peggioramento, le imprese indicano la chiusura di attività commerciali nell’area, segnalata dal 47,6% di chi ha percepito un arretramento. Seguono accessibilità e parcheggi, al 34,7%, sicurezza percepita, al 28,8%, politiche urbane penalizzanti, al 28,6%, e trasporto pubblico, al 24,7%. Le priorità cambiano a seconda delle zone: in centro pesano soprattutto politiche urbane e parcheggi; nei quartieri urbani incidono chiusure e sicurezza; nelle aree periferiche fanno la differenza trasporto pubblico e accessibilità.
Eventi, offerta commerciale e mobilità
Dove il territorio è migliorato, a fare la differenza sono stati soprattutto eventi e iniziative attrattive, indicati dal 31,8% delle imprese. Seguono la diversificazione dell’offerta commerciale, al 27,3%, e una migliore accessibilità con più parcheggi, al 24,5%. Anche sicurezza e mobilità vengono considerate leve importanti. Il contesto territoriale, inoltre, incide direttamente sull’andamento delle attività: il 62,7% delle imprese ritiene che abbia un impatto medio-alto sulla performance aziendale. Per il 22,3% è addirittura determinante.
Meno burocrazia e più accessibilità
Le politiche pubbliche di valorizzazione urbana convincono solo in parte. Il 14,3% delle imprese le giudica molto efficaci e il 36,2% abbastanza efficaci, mentre il 46,9% le valuta poco o per nulla efficaci. In cima alle richieste rivolte alle amministrazioni comunali c’è la riduzione degli oneri burocratici e la semplificazione delle procedure, indicata dal 53,2% delle imprese del terziario. Seguono interventi su viabilità, accessibilità e parcheggi, al 46,8%, promozione di eventi culturali, al 44,5%, sostegno all’apertura di nuove attività e al mantenimento di quelle esistenti, al 44,3%, e riqualificazione degli spazi pubblici, al 39,9%.
Collaborazione pubblico-privato decisiva
Dall’indagine emerge anche una forte richiesta di collaborazione. Il 78,8% delle imprese considera prioritario un maggiore impegno condiviso tra imprese, istituzioni e associazioni di categoria per rafforzare l’attrattività del territorio. Per il 31,3% si tratta di una necessità urgente. Alle associazioni di categoria le imprese chiedono soprattutto consulenza e supporto su bandi e strategie di mercato, indicati dal 43,3%, maggiore rappresentanza istituzionale, al 34,9%, organizzazione di eventi, al 27%, e promozione del dialogo con le amministrazioni locali, al 21,3%. Il messaggio che arriva dal territorio è chiaro: l’attrattività urbana non è solo una questione di immagine, ma un fattore concreto di competitività per le imprese bergamasche.
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