Economia
Sabato 17 Gennaio 2026
In 5 anni +24% per la spesa, l’energia sale del 34%
I DATI ISTAT. Nuovi rincari pesano sulle famiglie italiane e si sommano agli aumenti dei prezzi degli scorsi anni.
Italia
Dal 2021 al 2025 l’inflazione cumulata ha raggiunto il 17,1%, secondo i dati definitivi dell’Istat, presentati in conferenza stampa. E ancora di più sono saliti i prezzi cibo e bollette. Il carrello della spesa - che comprende beni alimentari, prodotti per la cura della casa e della persona - è aumentato del 24%, sette punti in più rispetto al tasso generale. Super rincari che hanno portato l’Antitrust a aprire un’indagine. Il prezzo dell’energia è schizzato invece del 34,1%.
Il bollettino della Banca d’Italia ha segnalato inoltre che nel terzo trimestre i consumi hanno risentito dell’indebolimento delle prospettive del mercato del lavoro e delle attese prudenti delle famiglie sull’evoluzione del quadro macroeconomico. Intanto la propensione al risparmio è ulteriormente salita, collocandosi su valori tra i più elevati dalla crisi finanziaria globale.
Ancora una volta a crescere più della media sono stati il carrello della spesa (2,4%) e le bollette (+16,2%). E a pagarne maggiormente le conseguenze sono le state famiglie più povere
L’aumento dell’inflazione nell’ultimo anno - passata dall’1% del 2024 all’1,5% nel 2025 - ha rappresentato un nuovo passo nel percorso al rialzo. Ancora una volta a crescere più della media sono stati il carrello della spesa (2,4%) e le bollette (+16,2%). E a pagarne maggiormente le conseguenze sono le state famiglie più povere: per quelle con i minori livelli di spesa l’inflazione armonizzata Ipca è salita dallo 0,1% del 2024 all’1,7% del 2025, un’accelerazione significativa. Per le famiglie più ricche il dato ha comunque raggiunto l’1,7%, ma con un lieve aumento dall’1,6% dell’anno precedente.
Il dato dell’inflazione italiana resta inferiore alla stima flash dell’Eurostat per l’area dell’euro, pari al 2%, ma comporta comunque ricadute per quasi 500 euro a famiglia, secondo le associazioni dei consumatori, che chiedono al governo di intervenire. Il Codacons stima l’aggravio in 496 euro a nucleo familiare. Secondo l’Unione nazionale consumatori la stangata raggiunge i 730 euro a Bolzano, la città più colpita dai rincari, mentre la Federconsumatori prevede per il 2026 nuovi aumenti pari a 672,60 euro, dovuti in particolare all’incremento delle accise sul diesel che si riflette sulla distribuzione dei beni di largo consumo.
Sarebbe un incubo per molte famiglie, che negli ultimi anni hanno visto erodersi il proprio potere d’acquisto: il divario tra l’aumento delle retribuzioni contrattuali e l’inflazione ha superato i nove punti percentuali tra il 2019 e il 2024, secondo gli ultimi dati dell’Inps. Il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, ha sottolineato che «non conta solo quanto salgono i prezzi, ma chi ne paga il prezzo più alto. E oggi a pagarlo sono soprattutto le famiglie con salari medio-bassi, i pensionati e chi vive di stipendi che non tengono il passo con il costo della vita».
L’opposizione ha accusato il governo di disinteresse verso il carovita e la questione salariale. «Alla destra e al governo Meloni tutto questo non importa», ha attaccato il leader di Avs, Nicola Fratoianni, denunciando la bocciatura di ogni proposta per aumentare gli stipendi. «Se Meloni voleva fare la storia poteva alzare i salari. Invece, neanche quello minimo verrà aumentato», ha dichiarato la capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga. E anche la capogruppo al Senato di Italia Viva, Raffaella Paita, ha parlato di «totale indifferenza del governo” rispetto ai rincari del carrello della spesa e dell’energia.
Il futuro
Guardando al futuro, «l’eredità in termini di inflazione che il 2025 lascia al 2026 è nulla», ha detto in conferenza stampa il responsabile del servizio Prezzi al consumo dell’Istat, Alessandro Brunetti, spiegando che il secondo semestre dello scorso anno ha visto una «lieve decelerazione» dei prezzi. In altri termini, in assenza di variazioni congiunturali, l’inflazione del 2026 sarebbe pari a zero.
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