Maier, la proprietà dice no al salvataggio

La crisi. Rifiutata l’offerta «esplorativa» della Imr Industries garantita anche alla Regione e dal Mise. Fine della mobilità: da oggi possono partire le lettere di licenziamento per gli 80 lavoratori della galvanica.

Niente da fare per la Maier Cromoplastica di Verdellino, la galvanica con 82 dipendenti ancora in forza di cui a luglio era stata annunciata la chiusura per liquidazione.

Al tavolo svoltosi mercoledì a Palazzo Lombardia, a cui era collegato anche il Mise (ministero dello Sviluppo economico), i liquidatori e gli avvocati intervenuti in rappresentanza dell’azienda hanno reso noto che la proprietà (la cooperativa internazionale Mondragon Corporation con sede nei Paesi Baschi), non ha accolto la manifestazione di interesse formalmente presentata martedì dalla dall’Imr Industries: si tratta di un importante gruppo internazionale del settore dell’automotive con 800 lavoratori divisi in quattro impianti produttivi attivi nel nord Italia oltre che in Spagna e con il quartier generale nel Brianzolo.

Da giovedì, quindi, potranno partire i licenziamenti dei dipendenti della galvanica: mercoledì, infatti, si è conclusa la procedura di mobilità durata, come prevede la norma in materia, 75 giorni. Durante questi due mesi e mezzo i sindacati e i rappresentanti della Maier Cromoplastica si sono incontrati più volte anche alla presenza delle istituzioni del territorio: la proprietà dell’azienda, però, si è sempre dichiarata contraria alla richiesta di cassa integrazione e alla concessione di incentivi all’uscita.

Niente da fare per la Maier Cromoplastica di Verdellino, la galvanica con 82 dipendenti ancora in forza di cui a luglio era stata annunciata la chiusura per liquidazione

Nell’ultima settimana, con l’apertura degli incontri con la Regione, sembrava potesse esserci una possibilità di salvataggio in extremis della galvanica. Merito, appunto, della manifestazione di interesse dell’ Imr Industries la cui serietà è stata anche garantita dalla Regione. Ciò però non è bastato alla Maier Cromoplastica per decidere di richiedere almeno tre mesi di cassa integrazione (che era quanto richiesto dai sindacati), permettendo così alla trattativa con il gruppo internazionale con base in Brianza di entrare nel vivo. Molto dura è la presa di posizione di Fim-Cisl e Fiom-Cgil: «I rappresentanti della Maier Cromoplastica ci avevano sempre detto – sostiene Mirco Locati (Fim-Cisl) – che avrebbero accolto positivamente ogni offerta sarebbe arrivata per rilevare l’azienda. Non è stato così perché, a quanto ci risulta, hanno subito chiesto alla Imr Industries un sostanziale impegno all’acquisto, richiesta ovviamente irricevibile. Non ci si può impegnare ad acquistare un sito produttivo così, come se fosse un oggetto. Ed infatti ieri (martedì per chi legge) il gruppo internazionale brianzolo di fronte a una simile presa di posizione ha subito deciso di mollare». «Viene quindi a questo punto il legittimo dubbio – continua Vittorio Tornaghi (Fiom-Cgil) – che la Maier Cromoplastica, a fronte di un’offerta seria, abbia mai realmente avuto la volontà di vendere. La manifestazione di interesse della Imr Industries era seria e su ciò non c’è dubbio: era infatti garantita oltre che dalla Regione anche dal Mise. Entrambi con questa realtà avevano già avuto modo di lavorare nell’ambito di altre acquisizioni».

«Speriamo che non sia arrivata veramente la fine per la Maier Cromoplastica a Verdellino – commenta il sindaco Silvano Zanoli – chiediamo a tutte le parti coinvolte di fare veramente il massimo per evitarlo»

Palazzo Lombardia comunque (che giovedì esprimerà la sua posizione attraverso un comunicato dell’assessore regionale al Lavoro Melania Rizzoli) non intende arrendersi fino all’ultimo: prima della fine della settimana (le lettere di licenziamento per i dipendenti della Maier Cromoplastica si prevede partiranno da lunedì) farà infatti un tentativo di moral suasion verso la proprietà della galvanica ad aprire alla Imr Industries. «Speriamo che non sia arrivata veramente la fine per la Maier Cromoplastica a Verdellino – commenta il sindaco Silvano Zanoli – chiediamo a tutte le parti coinvolte di fare veramente il massimo per evitarlo»

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