Oro superstar nel 2025, per il mercato prezzi non caleranno

IL FENOMENO. L’oro superstar del 2025, che ha polverizzato tutti i record, secondo i principali operatori di mercato dovrebbe mantenersi su alti livelli anche nell’anno appena iniziato, visto che molti degli elementi che hanno contribuito alla sua crescita, dalle tensioni geopolitiche ai dazi, continueranno.

Negli ultimi giorni di dicembre il metallo con consegna immediata ha toccato il livello storico di 4533 dollari l’oncia, totalizzando nell’anno una crescita del 65%, la maggiore in mezzo secolo. Un livello che è stato raggiunto alla fine della continua ascesa vista negli ultimi cinque anni, innescata dalla pandemia Covid. Da allora i prezzi hanno superato, a ogni stress dei mercati come le tariffe o le guerre, tutte le soglie limite.

Malgrado la fama di bene rifugio l’oro non è esente da rischi, Nel 2011 le quotazioni erano arrivati alla soglia dei 2000 dollari per poi perdere terreno e ci sono voluti nove anni e la crisi pandemica per rivedere quella soglia. Lo stesso era accaduto subito dopo il picco del 1979.

E tuttavia, come hanno spiegato a Bloomberg una dozzina di gestori, l’asset oro manterrà ancora un appeal sul lungo termine e non dovrebbe verificarsi una caduta dei prezzi «Prevediamo una crescita anche per il 2026» spiega Ian Samson di Fidelity. La perdita di fiducia del mercato in alcune valute, il ribasso dei tassi di interesse e la crescita dei debiti pubblici sono stati un fattore chiave per tenere su i prezzi, uno scenario che proseguirà anche nel prossimo futuro. Decisivi sono stati anche gli acquisti da parte di diverse banche centrali. Secondo Goldman Sachs questi ammonteranno a circa 80 tonnellate al mese nel 2026. Thomas Roderisck di Trum Capital spiega come l’oro sia «uno dei pochi asset liquidi fuori dalla sfera di influenza Usa», un elemento decisivo in momenti di tensione internazionale. Anche per questo il gestore prevede che la Cina continuerà a comprare malgrado i prezzi alti.

Per Massimiliano Castelli di Ubs alcuni di questi soggetti finanziari hanno inserito l’oro nella loro allocazione strategica degli investimenti con una percentuale di circa il 5%. Ondate di acquisti sono arrivate poi anche da investitori più speculativi

Ma l’interesse, nell’anno appena trascorso, è arrivato anche da fondi pensioni e assicurazione, anche da quelli che non avevamo mai detenuto questo asset. Per Massimiliano Castelli di Ubs alcuni di questi soggetti finanziari hanno inserito l’oro nella loro allocazione strategica degli investimenti con una percentuale di circa il 5%. Ondate di acquisti sono arrivate poi anche da investitori più speculativi.

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