Sacbo, Sanga verso la conferma unitaria
AEROPORTO. Dai i soci bergamaschi via libera unanime al terzo mandato. Heidelberg (ex Italcementi) pronta a rientrare nel Cda. Per la Lega ipotesi Belotti, Stucchi o Malanchini in quota Provincia. Venerdì 30 l’assemblea.
Avanti nel segno della continuità, senza scossoni né colpi di scena. La partita per la presidenza di Sacbo si è chiusa ieri al termine dell’ultima riunione del Patto di sindacato, a dieci giorni dall’assemblea che il 30 aprile sarà chiamata ad approvare il bilancio e a nominare il nuovo Consiglio d’amministrazione della società che gestisce l’aeroporto di Orio al Serio e il nuovo collegio sindacale.
La società che controlla gli aeroporti milanesi, e che con il suo 30,98% completa l’azionariato di Sacbo, non ha infatti mai dato segnali di voler aprire un fronte alternativo rispetto alla presidenza uscente
I soci bergamaschi – insieme a Intesa Sanpaolo e Banco BPM, eredi rispettivamente della Banca Popolare di Bergamo e del Credito Bergamasco – si sono ritrovati per definire una linea comune. Più che una decisione vera e propria, è emersa la presa d’atto di un equilibrio consolidato da tempo: la compattezza dei soci, che insieme detengono il 69,02% del capitale, ha di fatto indirizzato verso il terzo mandato dell’attuale presidente, che con ogni probabilità sarà sostenuto anche da Sea. La società che controlla gli aeroporti milanesi, e che con il suo 30,98% completa l’azionariato di Sacbo, non ha infatti mai dato segnali di voler aprire un fronte alternativo rispetto alla presidenza uscente.
In questo contesto, l’ipotesi di una possibile candidatura dell’assessore regionale leghista alle Infrastrutture Claudia Terzi, ventilata nelle scorse settimane, è rimasta una suggestione evocata più nei corridoi che nei tavoli reali. Nelle valutazioni interne del centrodestra, che dopo la vittoria alle elezioni provinciali di metà marzo ora rivendica maggiore spazio nei Cda delle partecipate, l’ingresso dell’esponente del Carroccio avrebbe potuto innescare un effetto domino: con Terzi ai vertici di Sacbo, si sarebbe liberato un posto nella Giunta regionale per Giovanni Malanchini e, a cascata, un seggio in Consiglio regionale per Daniele Belotti.
Uno schema che non ha però trovato sponda nel Patto, dove ieri la questione non è neppure emersa. Comune di Bergamo, banche, Camera di Commercio e Confindustria non hanno mai mostrato disponibilità a discutere un’alternativa, e la Provincia – che pure adesso è governata dal centrodestra – non avrebbe avuto né la forza né, di fatto, un reale interesse a scompigliare le carte. Resta il posto in Cda in quota a Via Tasso, che attualmente è ricoperto da Renato Redondi. In queste ore lo scenario più probabile vede l’entrata nel Cda di Sacbo dell’ex onorevole leghista Daniele Belotti. Meno probabili, ma non del tutto scartate, le ipotesi di un posto nel board appannaggio di Malanchini o di Giacomo Stucchi, altro ex onorevole leghista.
Il ritorno di Heidelberg
Sul tavolo della riunione, ieri, è tornato anche il dossier Heidelberg (ex Italcementi), rientrata nel patto nel 2025 con il 3,27% dopo una fase in cui le quote sembravano destinate alla vendita, e ora pronta a rientrare nel Consiglio d’amministrazione con un proprio esponente. Le strade possibili sono due: la meno probabile, vale a dire l’ampliamento del Consiglio d’amministrazione – oggi composto da dieci membri –; e quella più praticabile, che prevede invece la rinuncia a un consigliere da parte di uno dei soci, così da non alterare la geometria complessiva del Patto. In questo scenario, a fare un passo indietro potrebbe essere Intesa Sanpaolo, l’unico soggetto a esprimere due componenti nel Cda (impossibile che qualcun altro sia disposto a uscire dal board). I consiglieri uscenti in quota Intesa sono Gianpietro Benigni e Maurizio Zerbini, e proprio quest’ultimo potrebbe lasciare spazio a un rappresentante di Heidelberg.
Gli altri posti del Cda
Restano ora in sospeso alcune pedine nella composizione del nuovo Cda, un passaggio che richiederà ancora qualche giorno: gli avvisi pubblici scadranno il 23 aprile e solo dopo quella data si potrà definire la lista. L’attuale consiglio comprende – oltre al presidente Giovanni Sanga – Yvonne Messi e Fabio Bombardieri (vicepresidenti), Gianpietro Borghini, Giovanni Zambonelli (presidente della Camera di Commercio, subentrato di recente a Carlo Mazzoleni), Renato Redondi, Laura Pascotto, Gianni Scarfone (in quota al Comune di Bergamo), Gianpietro Benigni e Maurizio Zerbini. La sensazione è che si vada verso un assetto di continuità con qualche aggiustamento mirato all’interno del board, senza ulteriori scosse e senza l’apertura di nuovi fronti interni: un equilibrio che, per ora, tutti sembrano intenzionati a preservare.
© RIPRODUZIONE RISERVATA