Turismo in crescita, negli ultimi 10 anni 5mila addetti in più

L’ANALISI. Numeri tornati ai livelli pre-Covid, Ascom: progetto con le scuole per intercettare studenti. Fusini: «Il settore è ancora attrattivo per i giovani».

Dal 2012 al 2019 il numero degli addetti delle attività dei servizi di alloggio e ristorazione ha messo a segno una netta crescita nella Bergamasca, passando da 20.691 lavoratori a 25.377. Poi c’è stata una fase di decrescita, dovuta alla pandemìa, ma stando ai dati Istat relativi al 2022, proprio l’anno scorso c’è stato il recupero totale dei dipendenti, con una media di 25.640, ovvero 5 mila unità in più.

È questa una delle principali evidenze emerse dal primo Osservatorio sul lavoro nel settore alberghiero e dei pubblici esercizi nel territorio bergamasco, che l’Ente bilaterale del turismo di Bergamo ha affidato a Fondazione Adapt, punto di riferimento autorevole nelle ricerche sul tema occupazionale. Lo studio è stato presentato nella sede di Ascom Confcommercio Bergamo, nell’ambito del convegno «Il lavoro nel turismo: opportunità e prospettive», occasione in cui è stata offerta una fotografia sulla domanda e l’offerta di lavoro nei comparti dell’ospitalità e dei pubblici esercizi del territorio, fondamentale per pianificare strategie di business e risolvere i problemi, particolarmente sentiti, della difficoltà nel reclutare nuove risorse e del mancato allineamento delle competenze richieste.

Ospitalità e ristorazione con il segno più

«I principali comparti del settore turistico, ovvero ospitalità e ristorazione, registrano variazioni positive in provincia di Bergamo, incidendo per il 6% sul totale degli addetti delle unità locali delle imprese attive - ha spiegato Margherita Roiatti, ricercatrice Fondazione Adapt, presentando i dati dell’Osservatorio turismo e pubblici esercizi nel territorio bergamasco -. Commercio, alberghi e ristoranti hanno contribuito all’occupazione nei servizi e in totale in provincia, rispettivamente, per circa il 27% e il 14%. Ciò consente di stabilire che, nel guardare alle prospettive occupazionali locali, è proprio il settore dei servizi, con i suoi comparti caratterizzanti, a fungere da volano per il mercato del lavoro provinciale».

A seguire la tavola rotonda moderata dal giornalista Sergio Cotti. «Dai dati emerge che non è vero che le persone scappano dal settore del turismo, perché non ci sono prospettive di crescita professionale - ha aggiunto Oscar Fusini, direttore di Ascom Confcommercio Bergamo -. Le imprese crescono per dimensione e il lavoro in proprio è un meritocratico ascensore sociale». Per Enrico Betti, presidente dell’Ente bilaterale del turismo, «la ricerca può essere un aiuto nel decidere strategie e politiche mirate a potenziare il settore occupazionale e formativo». Elisabetta Donati, dirigente Mercato del lavoro della Provincia di Bergamo, ha posto l’accento sul fatto che «il tasso di Neet, giovani che non studiano e nemmeno lavorano, s’è ridotto nella Bergamasca, tanto che nel 2022 era del 12,8%, quattro punti in meno del 2018, a testimonianza di una generale attrattività e permeabilità del territorio bergamasco per i giovani e delle opportunità occupazionali e educative locali».

Per le nuove generazioni

Proprio a proposito delle nuove generazioni, Giovanni Zambonelli, presidente Ascom Confcommercio Bergamo, ha annunciato «l’apertura dell’area education di Ascom, per accompagnare i ragazzi nel percorso di orientamento creando nuove figure professionali attraverso esperienze formative qualificanti». In sostanza un percorso che metta in contatto le aziende con le scuole (e le famiglie) per far conoscere nostro i settori del turismo e dei pubblici esercizi ai giovani. «L’obiettivo per il futuro è fare in modo che domanda e offerta si possano incontrare in maniera sempre più efficiente», ha detto Francesco Seghezzi, presidente della Fondazione Adapt.

Per Nicholas Pezzè, vicepresidente dell’Ente bilaterale del turismo di Bergamo, «bisogna migliorare la conciliazione tra i tempi della vita privata e quelli del lavoro, soprattutto nel campo del turismo, in modo da renderlo un settore ancora più attrattivo».

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