Bimbi nel mirino L’assuefazione

Bimbi nel mirino
L’assuefazione

L’informazione nazionale italiana non ne ha dato nemmeno un cenno. È il segno preoccupante dell’assuefazione e della rassegnazione a fatti gravi, ormai dati per scontati. Eppure il rapporto Unicef dice che un bambino su quattro nel mondo abita in Paesi in guerra o colpiti da disastri naturali. È una percentuale altissima. Viviamo in un’epoca che ci ha regalato passi avanti impressionanti, sul fronte delle tecnologie e della scienza, anche medica, sulla Terra ma anche nella conoscenza dei meccanismi che regolano lo Spazio. Fra non molto i ricchi potranno andare sulla Luna con navette spaziali speciali. La post modernità ci ha regalato un progresso che sta cambiando la storia umana. Eppure ci sono parti del mondo non solo escluse da questa rivoluzione ma i cui abitanti sono costretti ogni giorno a guadagnarsi la sopravvivenza. Proprio in questa epoca si registra un drammatico primato: mai l’infanzia era stata così massicciamente colpita da guerre e da disastri naturali.

L’Unicef stima che nel 2020 saranno 59 milioni i piccoli, di 64 Paesi, ad avere bisogno di aiuto e lancia la raccolta di fondi più grande di sempre. L’obiettivo è arrivare a 4,2 miliardi di dollari. «Un numero storico di bambini costretti a lasciare le proprie case necessita urgentemente di protezione e supporto - ha dichiarato Henrietta Fore, direttore generale dell’agenzia dell’Onu -. I conflitti restano le cause principali, oltre a fame, malattie infettive ed eventi meteorologici estremi legati al cambiamento climatico, che costringono altri milioni di persone a cercare aiuti salvavita».


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