Cannabis, sottostimati gli effetti dannosi

Cannabis, sottostimati
gli effetti dannosi

Parlare di cannabis vuol dire attribuire a questa pianta significati diversi, a meno che non si definiscano specifiche ben precise. Infatti, esistono almeno tre accezioni che spesso si confondono e si sovrappongono: la cannabis ricreativa, la cannabis light e la cannabis medica. Ne parleremo, ricordando che qualsiasi estratto della pianta contiene centinaia di sostanze chimiche diverse che possono differenziarsi fra di loro in rapporto alla specie - sativa, indica e ruderalis - e loro provenienza da semi, foglie oppure infiorescenze.

Fra le molecole presenti nella cannabis conosciamo in modo approfondito il delta-9-Thc (tetraidrocannabinolo) e il Cbd (cannabidiolo), che sembrano avere effetti opposti sul sistema nervoso centrale. Il Thc compromette l’apprendimento, determina apatia, aumenta l’ansia e produce effetti simil-psicotici nonché la comparsa di dipendenza, tutte reazioni che dipendono dalla quantità di Thc. Questa sostanza è presente in tutta la pianta, ma è concentrata particolarmente nelle infiorescenze femminili. Quando le infiorescenze sono essiccate, vengono denominate «marijuana»; la resina che le ricopre, invece, prende il nome di «hashish» e, se viene trasformata in materiale oleoso, viene definita «cannabis liquida».


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