Democrazia chiamata in difesa della libertà

La democrazia non gode di buona salute, ma anche la libertà non si sente troppo bene. Il brutto della faccenda è che per entrambe non si tratta di una malattia stagionale, ma cronica. Da tempo le democrazie sono in ritirata un po’ in tutto il mondo. Mostrano di cedere il passo alle autocrazie in ogni sfida geopolitica. Il ritiro rovinoso degli americani in Afghanistan è stato solo l’ultimo, e più fragoroso, episodio di una serie ininterrotta di scacchi.

Democrazia chiamata in difesa della libertà
Il presidente americano Joe Biden durante la visita in Europa

Non è solo quando sostengono guerre lontano da casa, e per cause discutibili, che le democrazie faticano a reagire. Sappiamo per esperienza che annaspano anche quando sono direttamente aggredite. La ragione è semplice: dovendo i governi rispondere agli elettori in merito a così drammatiche scelte, si mostrano oltremodo restii a chiedere il (possibile) sacrificio della vita. Per fortuna, finora, alla distanza le democrazie sono risultate sempre vincenti. Non sorprende, quindi, se di fronte all’aggressione russa all’Ucraina, l’Occidente non si sia sentito di lanciare la sfida, cosciente di quali drammatiche conseguenze un atto del genere avrebbe potuto scatenare.

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