Elezioni in autunno? Un rischio serio per il Paese tra guerra e crisi economica

Aprire una crisi di governo di mezza estate e andare alle elezioni anticipate a settembre non è una passeggiata: è la tempesta perfetta. Per questo in molti in questi giorni si chiedono se siamo su «Scherzi a parte» o sul palcoscenico di una pièce di Jonesco. Non è solo perché il Paese, come si dice con uno slogan forse un po’ vuoto ma tutto sommato sacrosanto, «ha bisogno di stabilità».

Elezioni in autunno? Un rischio serio per il Paese tra guerra e crisi economica

Certo un po’ di stabilità non guasterebbe per un sistema politico che dal Dopoguerra ha visto 67 governi e otto legislature interrotte anticipatamente. Ma il problema più grosso è che in caso di scioglimento delle Camere il premier Draghi si vedrebbe limitato all’ordinaria amministrazione in qualità di presidente del Consiglio dimissionario nel seguente contesto: una pandemia da gestire (anche se si spera in fase calante dopo il picco previsto la prossima settimana) attraverso l’organizzazione dei vaccini, il sistema sanitario e i ricoveri ospedalieri; una crisi economica senza precedenti con un’inflazione dell’8 per cento ma che sale al 10 e più per le famiglie più povere (che dedicano una percentuale più alta dei loro redditi a bollette del gas e della luce e agli alimentari); una guerra alle porte di casa con conseguenze gravissime sul piano umanitario ed economico. Una guerra combattuta anche con le sanzioni.La credibilità internazionale che si era guadagnata l’Italia (anche per l’apertura di negoziati di pace in Ucraina) era importantissima: non a caso le cancellerie dell’Unione europea temono pubblicamente una «stasi» della nostra diplomazia. Non è la stessa cosa trattare in sede Onu o in altri contesti se si è un premier o un ministro degli Esteri a scadenza, oltretutto sbeffeggiato dalla Russia, come ha fatto recentemente l’ex numero due di Putin Medvedev. Un presidente dedito all’ordinaria amministrazione non può certo fare molto per calmierare il prezzo del gas in Europa e nemmeno – per tornare ai panni di casa nostra – potrà varare un’efficace legge di Bilancio, che va chiusa il 31 dicembre per non incorrere nell’esercizio provvisorio. Il provvedimento forse più importante del Parlamento italiano rischia di slittare per le elezioni anticipate e tutte le complicazioni annesse. Eppure la manovra economica di autunno è quanto mai cruciale e complessa soprattutto per venire incontro alle difficoltà economiche di famiglie e imprese e limitare il caro vita.

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