La Germania
senza centro
di gravità

L’uscita dall’era Merkel è un rebus per la Germania, un Paese che solitamente vanta titoli per stabilità ed efficienza. Questo sembrano affermare i risultati delle elezioni di ieri, le prime nella stagione post pandemia. I numeri (exit poll e proiezioni fino a tarda ora) parlano di una corsa all’ultimo voto, di un testa a testa: i socialdemocratici di Scholz sarebbero avanti di un punto e mezzo, un po’ meno delle previsioni, rispetto ai cristiano-democratici di Laschet. Terzi i verdi di Annalena Baerbock, che hanno sprecato in campagna elettorale l’obiettivo della loro «rivoluzione di velluto», quarti i liberali.

La Germania senza centro di gravità

L’estrema destra, già presente per la prima volta in Parlamento, perde qualcosa e sarà interessante vedere il voto nell’Est dove i populisti hanno lo zoccolo duro. La sinistra radicale esce dimezzata. La Spd di Scholz ha rivendicato a caldo il mandato di governo e anche la Cdu, gli orfani di Merkel con i loro gemelli bavaresi, non si dà per vinta e si propone per la guida della cancelleria. In attesa dei risultati definitivi, le principali ipotesi sono due: un esecutivo composto da socialdemocratici, liberali e verdi, oppure uno formato da cristiano-democratici, verdi e liberali.

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