La tregua in Libia e l’Italia perdente
Il generale Haftar, una delle pedine della mediazione sulla situazione in Libia

La tregua in Libia
e l’Italia perdente

Non per essere esageratamente critici o prevenuti nei confronti dell’attivismo italiano sul caso libico. Ma non si può fare a meno di notare che ogni volta che Roma prova a costruire una «scena» dove possa giocare un ruolo da protagonista, succede che la vera partita si svolge altrove. È successo qualche giorno fa quando Palazzo Chigi ha provato il «colpaccio», ma senza fortuna, di riunire sotto lo stesso tetto sia il capo del governo riconosciuto in sede internazionale Al Serraj che il suo avversario generale Haftar.

Non solo il presidente legittimo di Tripoli, indispettito dall’abbraccio di Conte ad Haftar ricevuto addirittura prima di lui, si è rifiutato di atterrare a Roma nel suo viaggio da Bruxelles alla madrepatria. Ma nelle stesse ore nella lontana Istanbul si materializzava la vera novità del giorno: turchi e russi annunciavano la tregua tra le parti libiche.


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