Lotta al Covid e giustizia, Draghi tira dritto
Mario Draghi (Foto by Ansa)

Lotta al Covid e giustizia, Draghi tira dritto

Il Governo ha approvato l’estensione del «green pass» a partire da oggi e ha posto la fiducia sulla riforma della giustizia penale. Il Consiglio dei ministri di ieri non ha deluso le aspettative (e nemmeno i timori): Draghi, insieme ai ministri Cartabia e a Speranza, è andato avanti per la sua strada senza dar troppo seguito alle polemiche politiche che si sono sviluppate in queste ultime settimane sia sul primo che sul secondo argomento. Ma andiamo con ordine. La motivazione del green pass esteso, da parte di Draghi, è molto semplice e chiara: le cose stanno andando bene, l’economia ha ripreso a tirare, le attività sociali anche, però c’è in giro questa variante Delta molto minacciosa che ci potrebbe portare a richiudere la nostra vita collettiva.

Per scongiurare questo rischio bisogna fare due cose: primo, continuare a vaccinarsi fino a raggiungere l’immunità di gregge; secondo, fare in modo che quando si va in un ristorante, in palestra, al cinema, a teatro, in un bar si sia sicuri di essere insieme a persone non contagiose e vaccinate. Come fa l’Italia fa tutta l’Europa, dunque c’è da avere pochi dubbi sulla necessità del passaporto: è la garanzia della serenità della nostra vita e dunque della ripresa, che ne è conseguenza diretta. Già, e le critiche di Salvini? I paletti della Lega? L’aperta contrarietà al green pass di tutta la destra, di maggioranza e di opposizione? La tiepidezza sui vaccini, considerati addirittura inutili sotto una certa età dal capo del Carroccio? La risposta del premier è gelida: «Chi fa appello a non vaccinarsi è come se facesse un appello a morire o a far morire qualcunaltro». E poi: «Se non ci si vaccina si richiude tutto». Punto. Poche possibilità per Salvini di replicare.

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