Lotta alla droga
Questione seria

Tra le vicende politiche che hanno tenuto banco in settimana, c’è l’improvvida citofonata di Matteo Salvini a una famiglia tunisina nel quartiere Pilastro di Bologna, sospettata da alcuni residenti di spacciare droga. L’azione è stata compiuta nell’ambito della campagna elettorale per le regionali in Emilia (si vota oggi). L’ex ministro era accompagnato da un codazzo di militanti della Lega, di residenti e di giornalisti: un gruppo ridanciano divertito dallo sketch. In sottofondo qualche voce dissidente al blitz. Sui social è andato in scena il discredito in diretta dei destinatari della scampanellata, non degno di uno Stato di diritto, nel quale le persone non andrebbero esposte alla gogna pubblica.

Lotta alla droga Questione seria
Il leader della Lega, Matteo Salvini, a Bologna, nel fermo immagine di un video pubblicato sul suo profilo Twitter, il 24 gennaio 2020.

Se ci sono elementi per sostenere che componenti di quella famiglia spacciano, si proceda con una denuncia alle forze dell’ordine. Le verifiche di alcuni giornali hanno appurato che il nucleo tunisino non c’entra niente con lo spaccio. Il padre ebbe a che fare con questo reato 20 anni fa, ha pagato i conti con la giustizia e ora lavora come corriere. Il figlio di 17 anni studia ed è incensurato, un altro figlio vive altrove. Per Honoré de Balzac «i “si dice” e i “forse” sono i portinai della maldicenza».

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