L’usura
gravissima
ai tempi del Covid

L’usura è uno dei reati più cattivi e cinici. Sfrutta infatti momenti di fragilità economica delle persone, di disperazione per un’attività commerciale che rischia di spegnersi e della situazione di debolezza dei titolari, che si trovano nelle condizioni di non poter accedere a forme lecite di prestito. A Bergamo sono stati resi noti contenuti ed effetti di un’inchiesta, chiamata «Handbrake» (freno a mano), condotta dal marzo 2020 dal Nucleo investigativo dei carabinieri e coordinata dal sostituto procuratore Emanuele Marchisio, che ha portato ieri all’arresto di due persone accusate di usura aggravata, di Bonate Sopra e di Azzano San Paolo, entrambi pregiudicati.

L’usura gravissima ai tempi del Covid
Un frame del video dell’operazione dei Carabinieri di Bergamo contro un gruppo di usurai

Un’altra persona è ricercata mentre quattro sono state denunciate a piede libero. L’indagine, incentrata su un barista dell’hinterland, ha portato alla ribalta un fenomeno molto più ampio che coinvolgerebbe almeno una decina di piccoli imprenditori della Bergamasca. Gli strozzini circolavano in Maserati ma percepivano il reddito di cittadinanza e pretendevano la restituzione dei soldi prestati a tassi fino al 100%, con pesanti minacce fisiche e verbali.

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