M5S prigioniero L’ultimo azzardo

M5S prigioniero
L’ultimo azzardo

Di Maio può star sereno. Salvini non ha nessuna intenzione di scaricarlo. Forse, però, il capo del M5S avrebbe di che preoccuparsi proprio da queste rassicurazioni. È ancora fresco nella nostra memoria il precedente assai poco augurante di Matteo Renzi che esibiva la mano tesa a Enrico Letta solo per avere la strada libera di spodestarlo da Palazzo Chigi. Sospetti di doppio-giochismo a parte, non s’è mai visto un partito che riscuote un successo elettorale travolgente (parliamo del voto in Abruzzo) per di più a scapito del partner di governo e non corra a monetizzare il peso politico acquisito. Di Maio non si faccia comunque troppe illusioni. Salvini non è il buon Samaritano. Aspetta solo di fare il filotto nelle prossime, imminenti elezioni (Sardegna, Basilicata, europee) e poi non mancherà di passere all’incasso.

In casa grillina del resto, nessuno si fa troppe illusioni sull’arrendevolezza dell’alleato. Formalmente hanno preso atto con sollievo delle sue profferte di lealtà, ma non per questo sono stati con le mani in mano. Hanno prontamente abbozzato le mosse utili a scongiurare il peggio. Il guaio è che sia il buon Giggino che il Movimento non hanno grandi spazi d’azione. Il numero uno dei Cinquestelle sa che una crisi di governo equivarrebbe a un suo pensionamento.


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