L’acciaio e la salute il balletto sull’ex Ilva

L’acciaio e la salute il balletto sull’ex Ilva

Scongiurato il pericolo di essere spento per mano giudiziaria, il grande forno dell’ex Ilva continua però a sonnecchiare. L’Italia ha bisogno di acciaio, i prezzi sono molto remunerativi, ma non si produce neppure la latta per inscatolare i pomodori che stanno aspettando sotto il sole. La cassa integrazione corre, anche …

L’acciaio e la salute il balletto sull’ex Ilva

Scongiurato il pericolo di essere spento per mano giudiziaria, il grande forno dell’ex Ilva continua però a sonnecchiare. L’Italia ha bisogno di acciaio, i prezzi sono molto remunerativi, ma non si produce neppure la latta per inscatolare i pomodori che stanno aspettando sotto il sole. La cassa integrazione corre, anche se la regola la prevede solo in caso di crisi, e il settore va invece benissimo. La politica dà il peggio di sé, in bilico tra la finzione demagogica e il realismo di chi è ben consapevole che bisogna ripartire. Stavolta il problema è che nessuno vuole approvare il bilancio precedente, ed è paralizzata la nuova gestione, con inerti due grandi manager, Bernabè e Cao, e il più grande esperto di acciaio del Paese, il professor Mapelli.