Norme anti virus
Lega in difficoltà

Nessun partito sta comodo nella maggioranza che sorregge il governo Draghi. Vecchi avversari che devono convivere guerreggiando mentre Draghi governa e va avanti per la sua strada ascoltando solo fino a un certo punto le ragioni della politica. Tutte considerazioni che sono riemerse nella conferenza stampa di giovedì quando il presidente del Consiglio ha detto: «La verifica politica è una cosa che riguarda i partiti, noi andiamo avanti col governo». E già una considerazione del genere mette di malumore qualunque leader che vede sminuita la capacità di influenzare le decisioni del governo e, forse soprattutto, la possibilità di far sapere agli elettori di essere lui il vero «lord protettore» di Palazzo Chigi. Lord che però non c’è dal momento che Draghi si protegge benissimo da solo grazie al suo prestigio internazionale e alla sfida straordinaria per l’Italia costituita dall’uso che faremo dei 200 miliardi che l’Europa ci presta o ci regala.

Norme anti virus Lega in difficoltà

Insomma, i partiti soffrono. Soffre Letta che vorrebbe tanto dire che Draghi è un po’ come furono un tempo Ciampi, Dini, e poi lo stesso Monti, e cioè il centrosinistra al governo sotto le spoglie dei tecnici. Ma non può: Draghi non gli consente questo tutoraggio. Soffrono i 5 Stelle di Conte e Di Maio che si vedono piano piano smantellate le «loro» riforme: è successo con la giustizia, succederà con il reddito di cittadinanza, ecc. Ma a soffrire più di tutti è Matteo Salvini. Per tante ragioni. Primo, perché lui ha in corso una battaglia all’ultimo voto con Giorgia Meloni per chi comanda nel centrodestra.

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