Pil e lavoro, uno sprint che il nostro Paese non può sprecare

Il commento I prossimi mesi per imprese, lavoratori e pensionati del nostro Paese non saranno facili. L’inflazione si è rifatta viva, con una forza che non vedevamo da decenni, ricordandoci i suoi effetti negativi in termini di potere d’acquisto perso; il peso delle bollette e in generale delle materie prime è a livelli inusitati; su tutto domina un’incertezza generale, figlia anche della guerra iniziata dalla Russia alle porte dell’Europa.

Pil e lavoro, uno sprint che il nostro Paese non può sprecare
Imprese
(Foto di Archivio)

In un contesto simile, a maggior ragione spicca la performance positiva dell’economia italiana. Ieri l’ennesima conferma della nostra (sorprendente) tenuta è arrivata da uno dei fronti più importanti per la quotidianità delle famiglie, quello dell’occupazione. Secondo l’Istat, infatti, a giugno il numero di occupati è tornato ad aumentare, superando nuovamente la soglia dei 23 milioni. Mentre due anni fa, nel giugno 2020, nella fase più acuta della pandemia, era poco sopra quota 22 milioni. Nell’ultimo anno abbiamo assistito a un vigoroso balzo in avanti: infatti dal giugno 2021 al giugno 2022 il numero di occupati è cresciuto di 400mila unità. E anche se il tasso di disoccupazione è rimasto stabile all’8,1 per cento (aveva toccato il 10,2 per cento nella fase più difficile della pandemia), sempre a giugno di quest’anno è salito il tasso di occupazione, cioè la percentuale degli occupati sul totale della forza lavoro, fino al 60,1 per cento, un valore record dal 1977, cioè da quando l’Istat compila le sue serie storiche.

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