«Primavera» energetica
per un paese energivoro

La stangata di questi mesi delle bollette di luce e gas sta spingendo in alto i prezzi di quasi tutti i beni e servizi. Soffrono tutti a causa di questa impennata inflattiva, ma soprattutto i meno abbienti (l’inflazione è detta la «tassa dei poveri»). Così famiglie, imprese, ristoratori, enti locali rischiano di tagliare l’illuminazione delle strade e altri servizi di primaria importanza. Non si salvano nemmeno le rose, schizzate a prezzi astronomici, dato che i fiori nei vivai necessitano di una certa temperatura – e quindi del riscaldamento
delle serre – per sbocciare. Sarà un San Valentino salato.

«Primavera» energetica per un paese energivoro
contatori elettrici
(Foto di Yuri Colleoni)

Le cause di questa impennata astronomica (maggiorazioni di 1.500 euro a famiglia in un anno) sono, direbbero gli economisti, «esogene» ovvero non dipendenti da noi, che siamo un Paese «energivoro» privo di materie prime. Dipendiamo dall’estero per il 90 per cento del gas e il 97 del petrolio. Il rincaro all’origine di tutto è quello del gas, da cui dipende anche la produzione di energia elettrica, in costante incremento a livello mondiale per via della maggiore domanda proveniente dalla Cina e dall’India, in pieno boom economico. Cresce a dismisura la domanda e dunque salgono i prezzi.

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