Provincia, dopo il voto
occasione per ripartire

Paragonarla al governo Draghi pare francamente un tantino eccessivo, ma col voto di ieri alla Cittadella dello Sport anche per la Provincia di Bergamo si apre, almeno nelle intenzioni, una fase istituzionale all’insegna della collaborazione tra le forze politiche. La vittoria di Pasquale Gandolfi, seppur scontata per un candidato presidente in corsa solitaria, dà all’ente di Via Tasso un vertice formalmente eletto, dopo il breve «interregno» seguito alla decadenza di Gianfranco Gafforelli. I volti che lo affiancheranno in Consiglio provinciale si conosceranno in modo definitivo oggi, dal momento che lo spoglio si è concluso nella notte. Ma lo scenario, pur con alcuni distinguo, lascia intravedere una «pax» allargata. Che inizialmente non ha mancato di suscitare punti di domanda, mal di pancia sotterranei e qualche esplicita tensione (vedi lo scontro Benigni-Invernizzi in casa centrodestra).

Provincia, dopo il voto occasione per ripartire
Le elezioni provinciali a Bergamo
(Foto di Frau)

Il temuto crollo dell’affluenza, però, non c’è stato: molti amministratori hanno confermato, nel sabato prima di Natale e a giochi per la presidenza di fatto già chiusi, di tenere in considerazione questo ente e di voler contribuire a definirne gli equilibri. E, pur con una quota, in parte anche annunciata, di schede bianche, Gandolfi esce dalle urne come presidente «incoronato» a tutti gli effetti, sfiorando l’80% dei consensi.

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