Riforma giustizia Renzi in agguato

Riforma giustizia
Renzi in agguato

La cosiddetta «seconda fase» del governo Conte2 non decolla. Il cronoprogramma da qui a chissà quando, che si vorrebbe varare dopo il voto in Emilia Romagna e la mancata spallata di Salvini a Palazzo Chigi, non si vede e chissà se mai verrà alla luce. Tutto – almeno in apparenza – è bloccato dalla riforma della prescrizione targata Bonafede, il ministro Guardasigilli. Quella riforma non piace al Pd, che però sembra farsene una ragione; non piace all’opposizione di centrodestra; non piace a giudici e avvocati, tanto che all’inaugurazione dell’anno giudiziario Bonafede si è dovuto ascoltare una dura reprimenda (con applauso) del primo presidente della Corte di Cassazione che ha evocato «il disastro» del sistema. Pressappoco quello che aveva detto già tempo fa Giulia Bongiorno: «Un terremoto».

Insomma, in pratica la riforma piace solo al ministro e ai grillini. Che sembrano disposti a qualche concessione ma piccola, quel tanto che potrebbe bastare al Pd. Ma non a Renzi che, cogliendo la palla al balzo, ha deciso di fare come Ghino di Tacco dei bei tempi andati: «Di qui non si passa». «O fate marcia indietro sulla riforma, o noi non la votiamo, e senza di noi non avete la maggioranza al Senato, forse neanche alla Camera»: questo è stato l’ultimatum lanciato dall’ex premier tra gli applausi dei suoi alla convention di Cinecittà.

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