Tienanmen e la memoria

Tienanmen
e la memoria

È l’anniversario più indesiderato. Nessuno vuole ricordare piazza Tienanmen e il bagno di sangue ordinato dal compagno Deng. Le informazioni sono poche e ancora oggi è assai difficile ricostruire i fatti e le responsabilità politiche interne al partito comunista cinese. Neppure sul numero dei morti c’è certezza. Si va dai 319 ammessi ufficialmente dalla propaganda di Pechino a decine di migliaia denunciati da quelle occidentali. L’impressione è che mai si giungerà alla verità politica e giudiziaria su quanto accadde nella piazza più evocativa del dragone asiatico nella notte tra i 3 e il 4 giugno 1989.

La storia trent’anni fa precipitò. L’anno Ottantanove, adesso iscritto nella memoria collettiva, sembrava poter disegnare il gran finale del sistema comunista. Avvenne a novembre con la caduta del Muro di Berlino. Ma anche a causa di quell’euforia si perse immediatamente la memoria di Pechino.

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