Un sindaco per la Lega che riparte dal basso

Otto voti di distacco sono un’inezia. Un finale mai visto nella storia di una Lega che ha vissuto congressi ben più drammatici e ad alta tensione di quello di ieri a Treviglio.

Un sindaco per la Lega che riparte dal basso
Fabrizio Sala, sindaco di Telgate, eletto nuovo segretario provinciale della Lega

Se fuoco c’è (e c’è...) cova ben sotto la cenere ed è destinato comunque a rinfocolarsi a breve, diciamo al momento di scegliere le candidature per le Regionali. Procedura che il neosegretario Fabrizio Sala ha assicurato di voler sottoporre alle primarie, così da evitare nomi imposti dall’alto, come evidentemente sono stati percepiti quelli scelti alle recenti Politiche. Cominciamo da un dato inequivocabile, per la prima volta la Lega ha un sindaco come segretario. Ed è sorprendente che non fosse successo prima, perché è proprio negli amministratori e nella base che il movimento ha sempre riposto la sua forza, e su questo punto entrambi i contendenti si sono trovati d’accordo: bisogna ripartire dal basso. Anche per questo 6 anni dall’ultimo congresso (al netto dell’emergenza Covid) sono stati troppi, perché hanno accentuato la distanza tra i militanti, le sezioni e i vertici. In sostanza è aumentata oltremodo la sensazione che i primi siano buoni solo per stare in strada e fare attivismo, mentre le decisioni vengono sempre e comunque calate dall’alto.

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