Addio a Maria Cristina Paruta. Ranica piange la bibliotecaria

Il lutto.Lettura, scrittura e natura le sue passioni. Dette il suo contributo nel libro di memorie sul Covid. Il ricordo del sindaco Mariagrazia Vergani.

Una grande passione per la sua professione di bibliotecaria. Ma anche una grande passione per la lettura, la scrittura, la natura. Il tutto nell’ottica della curiosità tipica della persona colta e dell’importanza della memoria personale e comunitaria. Così è stata la vita e l’opera di Maria Cristina Paruta in Panseri, scomparsa improvvisamente, a soli 57 anni, lunedì nella sua casa di Olera, frazione di Alzano Lombardo. Da oltre vent’anni era bibliotecaria della biblioteca comunale di Ranica e curava percorsi di formazione nell’ambito della scrittura biografica e autobiografica come scoperta di se stessi e della propria storia. La sua scomparsa ha destato sconcerto e un’ondata di condoglianze in chi l’ha conosciuta.

Dopo aver ottenuto la laurea magistrale in Lingue e letterature straniere all’Università di Bergamo, aveva insegnato francese alle scuole medie e inglese nei corsi di lingue per adulti, per approdare poi nella biblioteca comunale di Ranica. «Era una persona innamorata della sua professione - ricorda commossa il sindaco Mariagrazia Vergani -. Nella nostra comunità è stata un segno forte per tutti. Lo scorso anno aveva pubblicato un suo contributo nel libro “Vorrei ricordare per sempre” trasformando il dramma del Covid in memoria collettiva».

«Era una persona innamorata della sua professione - ricorda commossa il sindaco Mariagrazia Vergani -. Nella nostra comunità è stata un segno forte per tutti».

Su Facebook Biblioteca di Ranica il ricordo affettuoso del Comune, dei colleghi e dei volontari. «Ognuno di noi ha un ricordo personale di te, fatto di parole che tu tanto amavi, soprattutto quelle scritte, che rimangono a memoria di chi ci legge nel presente e di chi verrà dopo di noi. Le parole con cui vogliamo ricordarti sono: passione per la vita, professionalità, sensibilità per i temi sociali, curiosità, tenacia. Per i tanti giovani che sono passati da qui, e coloro che collaborano con noi, sei stata una collega, un’amica e un mentore». I colleghi la ricordano commossi riprendendo un haiku, cioè un antico componimento poetico giapponese. «Spesso lo ripetevi e ci credevi profondamente: “Mondo di sofferenza: eppure i ciliegi sono in fiore”. Grazie di tutto».

Pochi giorni fa, parlando della Giornata internazionale sulla violenza contro le donne, Maria Cristina Paruta aveva scritto sul suo profilo Facebook: «Non voltarti. In queste occasioni, mi chiedo sempre cosa fare. Non voltarsi dall’altra parte e continuare ad approfondire le questioni è uno strumento per tenere viva la memoria: questo è il contributo collettivo della Biblioteca di Ranica».

Una grande passione per la sua professione di bibliotecaria. Ma anche una grande passione per la lettura, la scrittura, la natura

Di sé stessa diceva: «Ho due grandi passioni da quando sono bambina: leggere e scrivere. Sono una lettrice accanita e curiosa, ho bisogno di avere almeno tre libri diversi sul comodino. Scrivo da sempre e conservo quaderni e diari personali dall’età di 9 anni. Non potevo immaginare che avrei potuto trasformare le mie passioni in professioni. Mi piacciono le storie delle persone perché credo nel potere relazionale del racconto. Nella scrittura ognuno incontra se stesso e gli altri». La data dei funerali non è ancora stata stabilita.

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