Furbetti del parcheggio, in una notte altre 180 auto multate a Oriocenter

La stretta Il sindaco: «Il fenomeno riesploso col ritorno dell’aeroporto ai livelli pre Covid». Domenica 24 il nuovo intervento della polizia locale. «E andremo avanti con i controlli».

Altra stretta sui furbetti del parcheggio a Oriocenter e altra stangata, questa volta ancora più massiccia, rispetto a quella di settimana scorsa. Non è bastata la raffica di multe che gli agenti della Polizia locale hanno fatto volare la notte tra sabato 16 e domenica 17 luglio al parcheggio blu del centro commerciale, per rallentare un fenomeno che invece sta allargandosi in maniera preoccupante con il passare delle settimane.

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Domenica notte i vigili di Orio hanno staccato altre 180 contravvenzioni, 40 in più rispetto alla settimana precedente. Il fenomeno è sostenuto dai viaggiatori in partenza dal vicino aeroporto di Orio al Serio, che per evitare di pagare i parking dentro e fuori dallo scalo, preferiscono lasciare l’auto al parcheggio posto al piano terra di Oriocenter, quello più vicino al sottopasso dell’autostrada. Un malcostume che si era raffreddato negli anni del Covid e che è riesploro in maniera preoccupante con il ritorno dell’attività aeroportuale ai livelli pre-pandemia. La multa da pagare è di 29,40 euro (se pagata entro 5 giorni), oppure 42 euro. «L’intento dell’amministrazione comunale è quello di preservare uno stato di civile comportamento – chiarisce il sindaco di Orio al Serio, Alessandro Colletta –. Purtroppo, confrontandoci anche con il direttore del centro commerciale, ci siamo accorti che il fenomeno sta prendendo una piega importante. Per questo abbiamo pianificato una serie di interventi più cadenzati senza alcuno spirito repressivo, ma con l’obiettivo di contenere un fenomeno che sta assumendo contorni di dimensioni abbastanza preoccupanti». C’è di mezzo una questione di sicurezza, ma anche il rispetto delle attività commerciali di Oriocenter e di quelle dei parcheggi disseminati nelle vicinanze dello scalo. «Il presidio non è mai mancato – assicura sindaco –, ma ora è diventato più puntuale e continuerà anche nelle prossime settimane, soprattutto perché si prevede un’ulteriore impennata delle presenze».

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I controlli sistematici serviranno per raffreddare di nuovo un’abitudine che si è impennata nelle ultime settimane. «Ci auguriamo di avere un riscontro positivo già a partire dai prossimi giorni», è l’auspicio del comandante della Polizia locale Riccardo Brioschi, che conferma: «Andremo avanti con i controlli anche nelle prossime settimane, perché non va bene che il numero delle auto parcheggiate aumenti. D’altronde ci troviamo nel pieno della stagione estiva e dobbiamo evitare che questo fenomeno cresca ancora».

L’area in questione è regolata da un’ordinanza del sindaco che risale ad alcuni anni fa: nel parcheggio di Oriocenter (di giorno aperto a tutti) vige un divieto di sosta tutti i giorni da mezzanotte alle 5 del mattino. Pur essendo un luogo circoscritto, non è possibile tuttavia chiuderlo con le sbarre, innanzitutto per motivi di sicurezza. «A noi spiace che si debba ricorrere alle sanzioni – dice Ruggero Pizzagalli, direttore di Oriocenter –, ma le regole vanno rispettate, non per fare cassa, ma per la sicurezza dei luoghi e delle persone. L’aumento del numero delle multe alla seconda uscita degli agenti era abbastanza prevedibile. Detto questo, i primi riscontri che abbiamo avuto da chi è stato multato raccontano di persone che hanno riconosciuto di aver sbagliato. Credo che nell’arco di un paio di settimane il fenomeno diminuirà in maniera consistente. Noi non incentiviamo le multe, vorremmo piuttosto che la gente capisse che non si può parcheggiare senza la necessità di ricorrere alle contravvenzioni, ma purtroppo non è possibile».

Presto, con i pagamenti delle contravvenzioni, si potrà capire anche a chi appartengono le auto lasciate in sosta, se a residenti in provincia di Bergamo o a viaggiatori in arrivo da altre province: «Con questo dato – conclude il comandante della polizia locale – si potranno calibrare eventualmente anche delle campagne d’informazione per disincentivare la sosta selvaggia».

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