«La sua auto usata in una rapina»: ma è una truffa di finti carabinieri

LA TRUFFA. Giovedì il raggiro a Scanzorosciate, iniziato con una chiamata a casa di una coppia. Lui convocato in caserma e poi «intercettato», a lei portati via duemila euro.

Non solo sempre più raffinati nelle loro ingegnose truffe. Ma anche più sfacciati. Al punto da invitare una vittima a presentarsi nella vera caserma dei carabinieri di via delle Valli a Bergamo, salvo poi intercettarla prima del suo ingresso e, nel frattempo, spedire un complice a casa per portare via gioielli e orologi per duemila euro. L’ultima frontiera delle truffe è avvenuta ieri pomeriggio, tra Scanzorosciate e Bergamo. Attorno alle 15 una coppia di Scanzo ha ricevuto la telefonata di un fantomatico carabiniere: «La vostra auto è stata utilizzata per una rapina: presentatevi in caserma in via delle Valli a Bergamo».

Una richiesta che ha spinto il marito a raggiungere subito l’indirizzo indicato, che è realmente una caserma dell’Arma: peraltro non dell’ultima stazione di periferia, ma nientemeno che la sede del comando provinciale, del reparto investigativo e della compagnia di Bergamo. La vittima si è rapidamente recata lì, anche per capire quando la sua auto fosse stata usata per una rapina: dettaglio che gli giungeva nuovo. E infatti era palesemente inventato dai truffatori per allontanare il marito dall’abitazione di famiglia.

Intercettato poco prima del suo arrivo davanti al comando dell’Arma e invitato – ovviamente – a non entrare, l’uomo è stato avvicinato dal malvivente, che lo ha raggirato con tutta una serie di spiegazioni senza capo né coda. Giusto per confondergli le idee e trattenerlo per il tempo in cui, a casa a Scanzo, dov’era rimasta soltanto la moglie, il complice del truffatore si è potuto presentare per il vero scopo di quanto i due avevano orchestrato: rubare quello che la coppia aveva a casa.

Per mantenere la «parte», il secondo rapinatore ha suonato alla porta con tanto di pettorina con scritto «carabinieri». La donna, a quel punto da sola, ha aperto senza tanti dubbi, sapendo che il marito era in caserma e che i carabinieri stavano accertando l’impiego della loro vettura in una rapina. Ma l’unica cosa vera in tutta la vicenda sono stati i gioielli e gli orologi che il secondo truffatore è riuscito a portare via, fingendo una perquisizione, alla donna rimasta a casa.

Soltanto al rientro all’abitazione anche del marito, la coppia si è resa conto del raggiro e ha quindi contattato i veri carabinieri. Che hanno raggiunto la casa e ricostruito l’episodio. Al vaglio le telecamere della zona dell’abitazione e pure quelle dell’area di via delle Valli dove il marito è stato spinto a portarsi per rendere più credibile – e mai i truffatori avevano osato tanto finora – l’ennesimo raggiro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA