«È stato luce, vita, sprizzava entusiasmo». A Seriate l’addio a Emanuele

I FUNERALI. La bara bianca sormontata da fiori candidi, una foto sorridente del giovane 22enne, tantissima gente in silenzio. Seriate si è raccolta per dare l’ultimo saluto ad Emanuele Castioni, mancato per malattia venerdì 2 gennaio.

Seriate

Emanuele è sempre stato un piccolo grande uomo: a soli 22 mesi gli era stato diagnosticato un raro tumore cerebrale e l’aspettativa di vita purtroppo era molto bassa ma lui, nonostante avesse affrontato 4 recidive, che si presentavano puntuali ogni 5 anni, è sempre rimasto legato con tutte le sue forze alla vita, godendo e assaporando con profondità ogni singolo momento, senza mai lasciarsi abbattere. Una positività che può essere d’esempio per altre persone che si trovano ad affrontare momenti difficili nella loro vita. «Lui potrebbe essere sicuramente da stimolo - hanno evidenziato nei giorni scorsi i genitori - per chi è malato, a non mollare mai e ad affrontare tutto con la serenità che lo ha sempre accompagnato».

Emanuele aveva frequentato le scuole primaria e secondaria di primo grado al centro scolastico «La Traccia» di Calcinate, per poi iscriversi alle superiori all’«Efp Sacra Famiglia» di Seriate, istituto professionale che aveva frequentato per 5 anni.

I suoi funerali nella chiesa parrocchiale di Seriate con monsignor Michelangelo Finazzi, vicario episcopale per la pastorale. Concelebrano don Mario Carminati, arciprete di Seriate, don Luigi Carminati, parroco di Strozza, don Daniele Bravo, cappellano dell’ospedale di Alzano Lombardo e assistente al Cvs, Carlo Cancelli, diacono permanente di Seriate, don Maurizio Chiodi, insegnante di Teologia Morale al Seminario di Bergamo e qualche anno fa assistente del Centro Volontari della Sofferenza ( Cvs) di Bergamo di cui Emanuele e la sua famiglia avevano fatto parte. Nella chiesa gremita anche il sindaco Gabriele Cortesi che conosce la famiglia e l’assessore all’urbanistica Antonio Gusmaroli oltre a diversi volontari di ragazzi On the Road, format educativo a cui Emanuele aveva partecipato nel passato.

«Emanuele è stato luce, vita, sprizzava di entusiasmo. La piccola Betlemme dove avvengono grandi cose è la vita di Emanuele: aveva tanta curiosità, la voglia di scoprire , di fare tutte le esperienze di vita nonostante le sofferenze»

«Alzati da questa sofferenza sei nella luce, la gloria di Dio risplende su di te. Queste parole di Gesù possiamo vederle come quelle che Emanuele dice anche ai suoi familiari - ha detto nella sua omelia don Michelangelo Finazzi -. Emanuele ha avuto una vita con tanti limiti per la malattia eppure siamo qui a dire che nella piccolezza di questa vita fragile, Dio ci ha parlato di qualcosa di meraviglioso. Emanuele è stato luce, vita, sprizzava di entusiasmo. La piccola Betlemme dove avvengono grandi cose è la vita di Emanuele: aveva tanta curiosità, la voglia di scoprire , di fare tutte le esperienze di vita nonostante le sofferenze».

«Vediamo in Emanuele una stella che ci dice che c’è una serenità possibile anche nella sofferenza, nelle piccole cose di ogni giorno e nelle relazioni che caricano la nostra vita di bellezza»

Il sacerdote ha aggiunto: «Emanuele è diventato una stella per tanti con la sua resilienza: vediamo in Emanuele una stella che ci dice che c’è una serenità possibile anche nella sofferenza, nelle piccole cose di ogni giorno e nelle relazioni che caricano la nostra vita di bellezza. Questo Emanuele ce l’ha insegnato».

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