Cronaca / Hinterland
Sabato 10 Gennaio 2026
Si è spento l’ex preside Berta: «La scuola sua seconda casa»
IL LUTTO. Ex dirigente al «Caniana» la grande attenzione ai ragazzi e l’affetto dei colleghi. La figlia Giulia: «Un pilastro per la famiglia».
Un punto di riferimento certo, solido e con una grande attenzione e premura per tutti, dai suoi cari a quella che per lui è stata una seconda famiglia: la scuola. È mancato venerdì mattina (9 gennaio) Claudio Berta, docente di filosofia, ma soprattutto storico dirigente dell’Istituto Caniana che, proprio grazie al suo lavoro attento e appassionato, ha vissuto una svolta importante, anche a livello di crescita numerica degli studenti iscritti.
Nato a Torre Boldone il 21 settembre 1954, Claudio Berta si era laureato in Filosofia all’università Statale di Milano con un dottorato di ricerca in logica matematica. Insegnante di storia e filosofia dal 1990, ha lavorato al liceo Marie Curie di Zogno (oggi Istituto Turoldo) e al liceo Lussana di Bergamo. Berta dopo aver superato il concorso è entrato in ruolo come dirigente nel 2014 all’Istituto Caniana che ha guidato fino al 2020, anno terribile della pandemia. Il Covid non ha risparmiato nemmeno Berta che si è subito ammalato e per questo motivo la sua scuola è stata data in reggenza alla preside Maria Amodeo. Nel 2021, dopo aver superato la malattia, che lo ha addirittura costretto a un ricovero in un ospedale in Germania, è rientrato al lavoro in smart working per poi nel 2022 lasciare definitivamente l’incarico.
La passione per la filosofia
«Per me è stato molto di più di un collega. È stato anche un fratello con cui ho condiviso la passione per la filosofia – ricorda l’ex dirigente del Natta, Maria Amodeo -. Ho conosciuto Claudio nell’anno di prova che lui ha fatto al liceo di Caravaggio. Io ero la sua tutor, ma davvero non aveva nessun bisogno del mio tutoraggio perché Claudio era già un docente con elevate competenze, in tutti i sensi. La sua pacatezza, il suo equilibrio, ma soprattutto la sua passione e la sua dedizione alla scuola, resteranno sempre nei miei ricordi».
«La sua pacatezza, il suo equilibrio, ma soprattutto la sua passione e la sua dedizione alla scuola, resteranno sempre nei miei ricordi»
Ricorderò per sempre la sua amicizia, il suo affetto verso i ragazzi, la sua disponibilità. Viveva la scuola con un forte senso di appartenenza, come se fosse la sua seconda famiglia». Nelle parole di tutti quelli che hanno avuto modo di conoscerlo emerge in modo prepotente il ricordo della sua professionalità, la sua disponibilità, la sua attenzione: «Ho avuto il privilegio di lavorare con lui – ha sottolineato Rossella Brivido, allora dirigente amministrativa del Caniana -. Berta viveva il suo ruolo come una missione. Sempre molto attento ai ragazzi perché prima di essere dirigente era docente e riusciva a trovare sempre il modo per mettere in luce il buono di tutti». E la conferma, se mai ce ne fosse bisogno, di quanto fosse amato e stimato Berta, arriva anche dal suo secondo collaboratore, Francesco Garruzzo che lo ricorda così: «Una persona con un grande carisma, una grande cultura. Come dirigente ha dimostrato capacità straordinarie».
«Un pilastro per la famiglia»
Poche le parole che è riuscita a pronunciare la figlia Giulia perché troppo forte il dolore: «Mio padre era il punto di riferimento per tutta la famiglia. Per tutti noi era il nostro pilastro». Claudio Berta è stato anche un punto certo anche per tutta la comunità, in particolare di Ponteranica, il paese a cui negli anni ’90 si è speso come assessore al fianco del sindaco Claudio Armati. L’ultimo saluto sarà domenica, alle 16, nella casa del Commiato di via san Bernardino.
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