Chilometri e fondi: i nodi ancora aperti per e-Brt e tram

LA RIVOLUZIONE. All’avvio dei nuovi servizi saranno ridotte le corse su gomma, con un occhio di riguardo alle scuole.

I mesi cerchiati in rosso sul calendario, al momento, sono due: luglio per l’eBrt, e settembre per la linea tranviaria T2 della Valle Brembana.

Cantieri puntuali

I cantieri sono in linea con i tempi, ma per certezze sull’avvio bisognerà attendere anche le autorizzazioni degli enti competenti. Al momento, comunque, si prospetta un’estate «rivoluzionaria», per il trasporto locale: al netto degli interrogativi – in primis economici – è evidente che le due opere sono destinate a introdurre un cambiamento di rilievo nel servizio pubblico.

E in attesa dei nuovi affidamenti del trasporto pubblico locale, a gestire tram e bus elettrici saranno, rispettivamente, Teb e Atb. Con le quali negli scorsi mesi l’Agenzia del Tpl ha avviato un confronto per definire le condizioni di questa fase di «interregno», che riguarderà sicuramente il 2026 ma – viste le tempistiche delle gare in Italia, e questa potrebbe valere oltre 300 milioni di euro – probabilmente anche un po’ più in là.

Partita ancora aperta

A inizio dicembre, l’assemblea dei soci dell’Agenzia – i principali sono Comune di Bergamo, Provincia e Regione – ha dato il via libera a un primo quadro su questi «affidamenti transitori». I nuovi scenari si innestano però su un sistema che certo non ha risorse per largheggiare, per usare un eufemismo. E pare infatti che in alcuni passaggi le discussioni, in particolare con Atb, si siano fatte piuttosto accese. E non ancora concluse, visto che a fine dicembre, in una nuova riunione dei soci, Palafrizzoni e Via Tasso hanno fatto mettere a verbale che «nei prossimi mesi, proseguirà il confronto con gli operatori affidatari in ordine all’affinamento del regime di “net cost” applicabile nel secondo semestre del 2026 con particolare riferimento ai nuovi servizi». Ergo, la partita è tutt’altro che chiusa. Intanto, però, dei numeri sono nero su bianco nella relazione redatta dall’Agenzia.

I numeri del servizio

Per l’e-Brt – bus elettrici per oltre il 70% su corsie preferenziali riservate, 36 fermate, dalla stazione di Bergamo a quella di Verdello-Dalmine in territorio di Verdellino – si prevede una percorrenza annua di circa 838mila chilometri. A fronte di ciò, l’indirizzo è di ridurre di circa 490mila chilometri gli attuali servizi urbani su gomma (essenzialmente sulla linea 5), e di 211mila chilometri l’extraurbano nella sottorete Sud, in sostanza attestando nell’area di Dalmine le corse che oggi raggiungono il capoluogo. La disponibilità complessiva di servizi, dunque, aumenterà. «È da evidenziare – si legge nella relazione dell’Agenzia, per quanto riguarda l’extraurbano – che le riduzioni si applicano quasi esclusivamente negli orari di morbida, lasciando inalterati, almeno in una fase iniziale, i collegamenti con il capoluogo per i servizi di preminente interesse scolastico».

Approfondisci l'argomento sulla copia digitale de L'Eco di Bergamo del 13 gennaio, alle pagine 24 e 25

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