Prof aggredita a Trescore, la visita a sorpresa in ospedale del ministro Valditara. «Le mancano i suoi alunni»
LA VISITA. I l ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha fatto visita nella mattinata di domenica 29 marzo alla docente vittima di aggressione per mano di un suo studente. Il colloquio è durato circa un’ora.
Bergamo
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara è stato nella mattinata di domenica 29 marzo all’ospedale di Bergamo a visitare la professoressa Chiara Mocchi, vittima dell’aggressione avvenuta mercoledì scorso in un istituto scolastico di Trescore Balneario, per mano di un suo studente.
Il ministro ha ascoltato con grande attenzione le riflessioni della docente, è stato un confronto molto ricco di spunti e di osservazioni. Il colloquio è durato quasi un’ora. La professoressa sta molto meglio e, ha riferito al ministro, s ente la mancanza dei suoi studenti e della sua scuola.
Già sabato sera il ministro era intervenuto sul caso di Trescore Balneario: «Voglio dare un segnale di speranza - aveva detto su Rai 2 - siamo passati da 53 aggressioni a docenti nel 2023-24, a 41 aggressioni tra il 2024-2025, a 30 quest’anno, calcolando sempre il numero verificatosi nei primi sette mesi dell’anno. Vuol dire che le misure stanno iniziando a funzionare. Noi vogliamo ridare autorevolezza ai docenti e ripristinare il rispetto verso la loro autorità, che deve essere un punto cardine nelle scuole».
Il tredicenne che alle 7.40 di mercoledì ha accoltellato la sua docente di francese è infatti risultato essere un habitué di Telegram, piattaforma dov’era presente in diversi gruppi - ora tutti cancellati - e dove ha trasmesso in diretta dal proprio smartphone l’aggressione alla sua insegnante. Avendo meno di 14 anni, lo studente non potrà affrontare un processo né essere condannato per quello che ha fatto: tuttavia la Procura per i minorenni di Brescia (che è competente anche per Bergamo) ha aperto sul caso due fascicoli, uno penale e uno civile, il primo per poter indagare sull’accaduto e il secondo per valutare provvedimenti nei confronti dello stesso giovane, che da mercoledì sera si trova in una struttura protetta.
Domenica 29 marzo sia il legale della sua famiglia sia quello della professoressa Mocchi, gli avvocati Carlo Foglieni e Angelo Lino Murtas, con due note ufficiali hanno smentito che il tredicenne, in sede di interrogatorio, abbia «mai detto di essere dispiaciuto di non averla uccisa». «Segnalo nuovamente pertanto l’opportunità, vista la gravità dei fatti accaduti, di evitare per quanto possibile la diffusione di elementi inesatti o non verificati, nel rispetto delle persone coinvolte», ha sottolineato l’avvocato Murtas.
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