L’idea giovane all’insegna della socialità: «Sul pullman con la musica in giro per la città»

L’INTERVISTA. Una navetta gratuita in giro per la città con giovani e musica. Ecco l’esperimento sociale fatto con «Bergamo Night Service». Ce ne parla uno dei suoi organizzatori che ora punta a un tavolo con le istituzioni per dare continuità al servizio.

Bergamo

«Sul pullman quella sera ho visto una bellissima risposta da parte dei ragazzi che hanno accolto l’iniziativa in maniera entusiasta fin dal principio: non me l’aspettavo già alle 19 di trovarmi una muraglia di persone. Quindi grande la soddisfazione, anche solo per l’impegno che ci abbiamo messo». Michele Marcelli è uno dei titolari del locale Unplug di via Broseta e uno degli organizzatori insieme a «Nøid» di un progetto che ha portato nelle strade della città un autobus notturno gratuito.

Che cosa è il «Bergamo Night Service»

Si chiama «Bergamo Night Service» e il 5 gennaio scorso dalle 19 fino a mezzanotte, grazie al noleggio di un mezzo di Atb, ha messo a disposizione di tanti giovani corse libere del trasporto pubblico in un percorso ad anello tra le principali piazze e strade del centro e di Città Alta. Partita da via Broseta, la navetta ha fatto per tutta la serata la spola con Colle Aperto, passando da luoghi molto frequentati come piazza Pontida e piazza della Libertà.

«L’obiettivo era dare ai giovani un’occasione per uscire di casa in una città dove spesso per loro mancano opportunità di socializzazione»

Un modo per regalare ai giovani un’occasione diversa di fruizione del trasporto pubblico, ma soprattutto di socialità. Ad animare la serata sono stati appunto i vari dj che con la loro musica, suonata da una consolle allestita sul veicolo, hanno fatto divertire i passeggeri. «L’obiettivo era dare ai giovani un’occasione per uscire di casa in una città dove spesso per loro mancano opportunità di socializzazione» commenta Michele Marcelli.

«Ci piace molto passeggiare per la città, guardare, osservarla e vedere Bergamo, come evolve e come è vissuta dalle persone. E poi noi siamo la generazione di quelli nati con il pullman che ci portava a scuola: è il mezzo simbolico del trasporto e da qui ci è venuta l’idea». Che è stata una tantum, una sorta di esperimento sociale, «per smuovere i ragazzi e dargli un motivo per uscire, per muoversi in questa città che non è grande, ma ha i locali che sono molto dislocati, quindi i punti di socialità non sono vicini. Quindi o prendi la macchina o stai fermo, perché poi in questo periodo che fa freddo farsi due passi per la città non è molto semplice».

Timori di fumo e alcol sul bus? «Avevamo un minimo di preoccupazione ma in realtà sapevamo che dando il contenitore giusto, i ragazzi poi si sanno comportare. C’erano la musica e la socialità, tutti gli ingredienti giusti per non andare oltre e questo è fondamentale perché poi se gli dai degli input i ragazzi la risposta te la danno e ti dimostrano anche che sanno comportarsi».

«Ora puntiamo a un progetto continuativo»

E ora che succede? «Vogliamo creare un tavolo di confronto anche con le istituzioni perché vorremmo che il progetto diventasse continuativo. L’obiettivo è cercare di avere un fronte comune e provare a dare alla città un servizio anche a livello turistico».

© RIPRODUZIONE RISERVATA