L’Atalanta sarà la mina vagante del Campionato

Terminata la tredicesima giornata di Serie A, ci resta una certezza: l’Atalanta sarà la mina vagante del campionato. L’evidenza oggi dice che il Napoli è da scudetto sotto tutti i punti di vista (classifica, gioco, salute della squadra), ma che il Milan, seppure a -6, non molla. Eppure la sosta per il Mondiale potrebbe pesare già a gennaio, alla ripartenza del campionato.

Ora si tratta di chiudere questa prima parte del torneo con il turno infrasettimanale di questa settimana e la quindicesima giornata nel weekend. Poi parte dei giocatori della nostra Serie A partiranno per il Qatar mentre gli altri divideranno le settimane di pausa tra ferie, allenamenti e amichevoli.

Uno stop che non sappiamo quanto possa far bene alla capolista nel momento in cui è lanciatissima, pensando che alla ripresa in un mese affronterà Inter, Juventus e Roma. E sarà interessante scoprire quale sarà il comportamento delle altre big.

L’Atalanta, che non ha ambizioni di scudetto ma ragiona gara dopo gara (e fa benissimo), ha dimostrato di potersela giocare con tutti e per assurdo (ma fino a un certo punto) la sconfitta con il Napoli ha rafforzato questa convinzione. Senza neppure la pressione delle coppe europee, viaggiando a fari bassi (non proprio spenti, se non altro per la consistenza delle prestazioni) e con Gasperini che fa il pompiere riguardo i traguardi continentali per non creare attese spasmodiche ma è dichiaratamente consapevole che «faremo un buon campionato», i nerazzurri condividono col tecnico la convinzione della propria forza, senza ansia da prestazione. La squadra è solida e qualche sbavatura ogni tanto (come gli errori difensivi e le occasioni sprecate contro i partenopei) è da mettere nel conto, anche ai livelli più alti. La sensazione è che l’Atalanta continuerà a dare fastidio alle altre grandi del campionato anche dopo il Mondiale. Perché è forte, sta maturando un buon equilibrio e non ha il fardello degli obiettivi «obbligatori» (tra scudetto e un posto in Europa) che hanno le rivali. E – nota a margine – i suoi nazionali azzurri (gli ottimi Toloi e Scalvini) sabato sera avranno strappato un sorriso al ct Roberto Mancini, che era in tribuna a Bergamo. Un vero peccato anche per loro che l’Italia sia fuori dai giochi a novembre e dicembre.

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