Ecco il Volley Bergamo 1991: «Più forti delle difficoltà»

Serie A1 femminile L’amministratore unico Veneziani: «Non si poteva perdere un patrimonio costruito in trent’ anni». Il vicepresidente Bolis: «Budget ristretto ma apriremo a nuovi soci»

Ecco il Volley Bergamo 1991: «Più forti delle difficoltà»
Chiara Rusconi in collegamento video, è il nuovo presidente del Volley Bergamo
(Foto di Yuri Colleoni)

«Da piccola andavo a veder giocare Maurizia Cacciatori e sognavo di diventare brava come lei. Poi sono stata giocatrice, seppure non a quei livelli, e anche allenatrice di ragazzine delle elementari e delle medie. La pallavolo, insomma, l’ho sempre avuta nel sangue. Così, quando Andrea Veneziani mi ha proposto di assumere la presidenza della nuova società, ho accettato di buon grado. Sono pronta, orgogliosa di guidare il Volley Bergamo 1991 in questa nuova avventura. Cercherò di mettere nel mio impegno tutti gli ingredienti necessari: amore per lo sport, senso di responsabilità verso le giovani leve, entusiasmo, magari anche un pizzico di sana follia. È una sfida al centro della quale pongo la voglia di mantenere a Bergamo una squadra di Serie A1 che possa fungere da punto di riferimento per i bambini e le bambine desiderosi di dedicarsi alla pratica di questa disciplina». Chiara Rusconi, collegata in videoconferenza con la Sala Galmozzi, si presenta così nelle nuove vesti di presidente del Volley Bergamo 1991, la società nata ex novo grazie al lavoro di Stefano Rovetta, Paolo Bolis e Andrea Veneziani, sostenuto dalle istituzioni cittadine, civili e sportive, e dagli oltre 20 soci che hanno dato vita alla nuova realtà.

La giovane Chiara non è una new entry, un fiore che sboccia all’improvviso: oltre al suo passato di giocatrice (ha militato nell’Excelsior), ne fa fede la vicinanza dell’azienda di famiglia al Volley Bergamo: il marchio Habilita è infatti presente da diverse stagioni sulle maglie delle giocatrici. Oltre 20 soci a sostegno del progetto Il grande lavoro di tessitura è confermato da Stefano Rovetta, avvocato con avviato studio in città nonché consigliere comunale, uno dei due vicepresidenti, il quale parla di percorso con molti ostacoli, anche di natura burocratica. «Ma le difficoltà, anziché frenarci, hanno acceso ulteriormente la nostra voglia di andare avanti. È stata una missione - spiega - in cui non abbiamo mai smesso di credere e alla fine l’abbiamo portata a termine, grazie all’intervento delle parti interessate e di chi ha creduto nel progetto. Mi riferisco in modo specifico agli oltre 20 sostenitori che si sono uniti a noi e sono stati la forza propulsiva: sono stati loro a darci la spinta decisiva per arrivare alla costituzione del Volley Bergamo 1991.

Adesso l’obiettivo è diventare motore di inclusione sociale e riportare la città al Palazzetto». Gori: «Il Comune sempre vicino» La città, nell’occasione, è rappresentata dal sindaco Giorgio Gori e dall’assessore Loredana Poli. Il sindaco ribadisce il concetto di «percorso complicato, in un territorio che nello sport è rappresentato ai massimi livelli in quasi tutte le discipline, a cominciare dal calcio. Qui si trattava di dare continuità a una storia sportiva che ha contribuito a creare immagine e riconoscibilità a Bergamo. Bravi Rovetta e Bolis a crederci e farsene carico, da parte nostra abbiamo fatto quanto era nelle nostre prerogative, seguendo da vicino il loro lavoro e promuovendo contatti. Ora, che parli il campo». Sulla condivisione dell’obiettivo e la comune passione che ha coinvolto promotori e istituzione si sofferma anche l’assessore Poli: «Siamo particolarmente sensibili - afferma - a un progetto complessivo, a una politica sportiva che promuova l’attività anche e soprattutto a livello giovanile.

La disponibilità degli impianti è il nostro primo passo: speriamo che la situazione sanitaria ce lo consenta». Risorse limitate ma sufficienti Di una interessante apertura parla l’altro vicepresidente, l’imprenditore Paolo Bolis, molto chiaro nell’esporre la situazione: «Il budget di cui disponiamo oggi grazie agli sponsor che si sono uniti a noi copre interamente un anno di attività. Dico subito che è più limitato rispetto a quello della passata stagione, ma è sufficiente a onorare i contratti e gli impegni che assumeremo. La novità è che nella prossima assemblea verrà deliberato un aumento del capitale aprendo le porte all’ingresso di nuovi soci». Bolis ha confermato quanto già si era intuito: nella nuova compagine non c’è uno sponsor predominante, il cosiddetto main sponsor, per cui, almeno nelle prime settimane, la squadra andrà in campo col nome di Volley Bergamo 1991.

Il vice presidente ci ha tenuto a ringraziare anche la famiglia Zanetti che, «pur avendo esaurito il suo concordato triennio di sponsorizzazione, sarà comunque presente con il proprio marchio sulle maglie delle giocatrici». Beau geste, non c’è che dire. Veneziani: «Sogno che si avvera» Abbiamo lasciato per ultimo l’intervento di Andrea Veneziani, l’amministratore unico, perché è stato il più significativo dal punto di vista umano e ci pare giusto che funga da suggello. Veneziani è dirigente appassionato, competente, soprattutto di lungo corso: basti pensare che c’era già prima dell’arrivo della Foppapedretti. «Tre mesi fa - dice con una commozione che si diffonde rapidamente in sala - una giornata come questa era un sogno. Ma questo sogno era dominato da un grande pensiero: non poteva finire così, non si poteva perdere questo enorme patrimonio costruito in trent’ anni di straordinari successi. S’ è lavorato in condizioni al limite del possibile, tra la coda della pandemia e uno spazio che a Bergamo è dominato dal calcio e dai grandi successi dell’Atalanta. Trovare amici in una situazione del genere era impresa quasi disperata. Ma ci siamo riusciti, grazie ai miei sogni e alla concretezza di chi ha lottato a fianco a me».

Da applausi. Come dice il sindaco e ribadiscono un po’ tutti, adesso c’è voglia di campo. In campo ci andrà la squadra, che non sarà uno squadrone, perché i soldi sono limitati e si fa quel che si può. Ma l’importante è esserci. L’allenatore è uno sconosciuto che dovrà dimostrare di essere degno della fiducia che gli viene accordata. Le principali giocatrici saranno quelle più volte ricordate in questi giorni: Loda, Enright, Lanier, Di Iulio. Un paio di figure professionali - Giovanni Panzetti e Giorgia Marchesi - faranno parte del progetto fra un paio di mesi, il tempo di risolvere un paio di inghippi burocratici legati alla passata gestione.

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