Goggia guarda già avanti. In arrivo novità nello staff

SCI ALPINO. Con la coppetta di superG in bacheca si inizia a pensare al futuro. Dopo 4 anni con Agazzi, cambia il tecnico: fra le ipotesi il dt azzurro Rulfi.

C’è un momento centrale nella stagione di Sofia Goggia. Sull’Olympia delle Tofane, nel giorno della discesa olimpica, l’infortunio di Lindsey Vonn cambia il corso degli eventi. D’accordo, il bronzo le è valso comunque la storia (tre metalli di fila nella stessa specialità). Ma senza l’estenuante attesa in partenza e nelle condizioni di luce che ha fatto variare lo slittamento di 30’ abbondanti, con ogni probabilità il titolo sarebbe stato suo. Con virata e una serie di benefici a cascata. Primo tra tutti il rendimento in libera. Che per Sofia, inutile nasconderlo, non è stato come gli altri anni. Nessun successo, tanti ottimi segmenti ma nulla che potesse far intravedere la dominatrice del recente passato. E allora, con il colpo rimasto in canna troppe volte, carichi soprattutto mentali talvolta complicati da sostenere. Le tensioni, le pressioni del grande evento a Cortina, sulla sua pista, con addosso gli occhi del mondo. Il metallo conquistato, il superG rimasto da podio solo nelle intenzioni, esattamente come il gigante a cinque cerchi.

La mezza (?) rivoluzione sembra già essere partita e con essa la curiosità per capire che direzione prenderà

La stoccata di Soldeu prima del complicatissimo weekend in Val di Fassa con tre competizioni che, nonostante si siano tinte d’azzurro (due volte la libera con Pirovano e con Curtoni in superG), per SuperSofi hanno aperto al contrario timori e fatto materializzare fantasmi. Nei piani l’intenzione d’arrivare a Kvitfjell con il discorso superG chiuso, nella realtà solo qualcosa d’ipotecato e quindi ancora da sigillare.

Una versione inedita

La somma di questa piccola parte di fattori ha svelato, domenica 22 marzo, una versione inedita per i più. Una ragazza in lacrime dopo il traguardo, così come nell’angolo del leader, nel momento delle interviste e con l’emozione vivissima una volta ricevuto il globo da alzare al cielo. Non si arriva alle dita di una mano per contare le situazioni in cui si è vista una Goggia su tali sintomatiche frequenze. Eppure, la 33enne bergamasca ha scritto ancora una volta la storia. Una delle pagine più complicate che le hanno permesso di divenire la seconda italiana dopo Federica Brignone nel 2022 a mettere in bacheca la coppetta. Mercoledì 25 marzo intanto ultimo atto con il gigante (alle 9,30 e alle 12,30) di Hafjell e chissà che non arrivi il sorriso tra quelle porte larghe troppo spesso croce e delizia.

Sguardo al futuro

Poi sarà tempo di cominciare a progettare il futuro, con il mirino puntato (anche) sui Mondiali di Crans Montana 2027. Già, ma con chi al suo fianco? Dopo quattro anni non ci sarà più Luca Agazzi (per lui un ruolo più ampio nel team di velocità?). E allora avanti con l’ipotesi dell’attuale direttore tecnico azzurro Gianluca Rulfi ad personam. Voci, al momento. Dopo sei stagioni altro addio quello con lo skiman Barnaba «Babi» Greppi, pronto a premere il tasto «stop»; la mano dovrebbe passare ad un altro uomo Atomic da individuare (sebbene ci siano spifferi, pur in fase calante, in merito ad un cambio anche nei materiali). La quota «Bg» dovrebbe tuttavia restare «salvaguardata» dal preparatore Matteo Artina. La mezza (?) rivoluzione sembra già essere partita e con essa la curiosità per capire che direzione prenderà.

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