(Foto di Ansa)
DISCESA LIBERA. Dopo l’oro 2018 e l’argento 2022 la bergamasca punta ancora al podio. Molto attese anche Vonn e Brignone, che ha deciso: sarà al via a Cortina.
Brividi veri. Possibilmente non come quello nella seconda prova di sabato 7 febbraio, quando Sofia Goggia si è salvata con un numero dei suoi da un rischio che chissà quali danni avrebbe potuto causare. Anche perché, al netto dell’episodio, la bergamasca - che oggi avrà il pettorale n.15 - ha chiaramente confermato il suo tradizionale feeling con la «sua» Olympia delle Tofane pur in un sabato-calvario per il meteo.
Conterà, domenica 8 febbraio alle 11,30 (diretta tv su Raisport ed Eurosport) unire tutti i pezzi e le indicazioni emerse dai test per ottenere quella che potrebbe essere la terza medaglia consecutiva dopo l’oro di PyeongChang 2018 e l’argento di Pechino 2022. Se la 33enne finanziera in Cina aveva recuperato a 23 giorni dall’infortunio al ginocchio, questa mattina sarà Federica Brignone (pettorale n.3) a mettere il punto esclamativo su un altro fenomenale recupero. La Tigre di La Salle, infatti, ha sciolto le riserve dopo il settimo crono in un training che, dopo il pettorale numero 23 di Elena Curtoni, è stato abbassato alla «Grande Curva» complice l’intensità crescente della nevicata. Una dietro l’altra staccate da soli 7/100 e rispettivamente a 86 e 93 dal miglior crono dell’americana Breezy Johnson, Sofi e Fede saranno due frecce in una faretra azzurra pronta a scagliare anche Laura Pirovano (n.8) e Nicol Delago (n.7). Le pretendenti ai metalli tuttavia saranno molte, a partire da quella Lindsey Vonn - oro nella disciplina a Vancouver 2010 - che pare più forte anche di un ginocchio sinistro malconcio (terzo tempo sabato 7 febbraio dietro ad un’altra possibile outsider, la tedesca Kira Weidle). Oltre a SuperSofi e a WonderWoman, al cancelletto anche la campionessa uscente, la svizzera Corinne Suter: tre titolate - sulla carta qualche possibilità in meno per l’elvetica - che cercano qualcosa di mai accaduto. Nessuna, infatti, è riuscita a bissare il gradino più alto ai Giochi in due edizioni non consecutive. Unica a compiere l’impresa a quattro anni di distanza la tedesca Katja Seizinger tra Lillehammer 1994 e Nagano 1998.
«Ricevere la torcia olimpica da Gustav Thöni - ha dichiarato Goggia - e accendere il braciere in simultanea con Alberto Tomba e Deborah Compagnoni è stato un momento che mi rimarrà nel cuore. La prova? Non vedevo bene nella prima traversa e l’ho sbagliata mentre dalle Tofane in poi ho sciato bene; sarà quello il mio punto cruciale. Il fondo intanto sta diventando sempre più duro e compatto». Guardando indietro, oltre a Sofia, altre tre italiane sono salite sul podio olimpico: Nadia nel 2018 (bronzo nella gara vinta da Sofia), Isolde Kostner (argento nei 2002 a Salt Lake City e bronzo a Lillehammer 1994) e Giulia Minuzzo (bronzo a Oslo 1952).
© RIPRODUZIONE RISERVATA