(ANSA) - ROMA, 02 APR - "Signorina, gatta di quartiere molto amata nel centro storico di Cerveteri, è stata trovata agonizzante e poi deceduta dopo essere stata brutalmente colpita. L'episodio, avvenuto nei giorni scorsi, ha scosso profondamente la comunità e l'Italia intera, attivando una forte risposta istituzionale e civile".
Lo si legge in una nota della Leal, Lega Antivivisezionista, che annuncia di aver sporto denuncia contro ignoti e invita chiunque abbia visto o sappia qualcosa a rivolgersi immediatamente alle autorità. "Il silenzio - sottolinea Roberto Brognano, responsabile maltrattamento Leal - favorisce chi esercita violenza, ma crimini di questo tipo rappresentano un chiaro indicatore di pericolosità sociale. Leal invita la cittadinanza a collaborare affinché venga fatta piena luce sull'accaduto e perché episodi di tale brutalità non si ripetano".
Durissima la reazione del sindaco di Cerveteri Elena Gubetti, che parla di "dolore profondo e indignazione che fatico a contenere" e definisce l'uccisione di Signorina "un atto di barbarie immonda". "Signorina - ricorda il Primo Cittadino - era, a tutti gli effetti, un'abitante amata della Boccetta. Le istituzioni andranno fino in fondo e le telecamere del centro storico sono già al vaglio degli inquirenti per dare un nome ai responsabili di questa atrocità".
Colpita anche la ASL Roma 4, che in una nota afferma: "Siamo profondamente scioccati e addolorati per quanto accaduto.
Signorina frequentava spesso il nostro ufficio di medicina di base in Vicolo Sollazzi, si lasciava accarezzare, cercava compagnia, dormiva sulle nostre sedie, portava un sorriso nelle giornate di lavoro. Era buona, dolce, amata da tutti noi".
La criminologa Linda Corsaletti, richiama gli studi internazionali sul legame tra crudeltà sugli animali e rischio sociale: "La letteratura criminologica e psicologica è concorde nell'individuare un nesso significativo tra violenza sugli animali e pericolosità sociale. Chi compie tali atti manifesta spesso assenza di empatia, incapacità di provare rimorso e tendenza a normalizzare la sofferenza altrui". (ANSA).
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