Mobilitazione per chiedere giustizia per gli husky di Ponzano romano

(ANSA) - ROMA, 16 FEB - "Le associazioni e i cittadini dicono basta al silenzio e chiedono alla legge risposte chiare e risolutive, circa la sorte dei quasi trecento cani husky che vivono nell'allevamento di Ponzano Romano".

La richiesta è stata ribadita durante il presidio davanti alla procura di Rieti: al fianco del Collettivo Voce Animale erano presenti al l'avvocato David Zanforlini, Animal Liberation, Animalisti Italiani, Vita da cani, Rete dei Santuari di Animali Liberi, Oipa, Lndc, Leal, Lav, Aida&A OdV, Animalinsieme Onlus, Gloria Cossio Di Codroipo (prima attivista a denunciare), Daniela Poggi, Loredana Cannata, attivisti e cittadini.

"Le segnalazioni alle autorità - dichiarano gli organizzatori - si sono susseguite per mesi, ma ad oggi nulla è cambiato. Siamo presenti per dare voce a chi non ne ha".

L'odissea degli Husky di Ponzano va avanti dal 2021, quando in seguito ad una segnalazione, i Carabinieri e i Forestali trovarono 110 cani prigionieri in gabbie in condizioni di grave degrado, ma il processo venne archiviato. A novembre 2024 Gloria Cossio Di Codroipo sporge denuncia e a febbraio 2025 si arriva a un nuovo sopralluogo delle autorità, che rilevano che i cani sono più che raddoppiati e l'incompatibilità della loro condizione con uno stato di benessere. Viene disposto un nuovo sequestro, ma i cani non vengono spostati e affidati al loro allevatore. Sono state fatte almeno due interpellanze parlamentari da Patrizia Prestipino e da Manfredi Potenti.

L'avvocato David Zanforlini, difensore di Animal Liberation, e in rappresentanza dei difensori di Leal e Oipa, che hanno sporto denuncia lo scorso settembre, spiega: " Il maltrattamento è un reato istantaneo e ha effetti permanenti. Quindi, anche se il proprietario ha dichiarato che lo stato di sofferenza dei cani era imputabile a una sua assenza giustificata da condizioni di salute critiche, il reato era sussistente, a mio avviso, e non avrebbe dovuto finire con una prima archiviazione da parte del Gip. La Procura non impugnò il provvedimento e oggi ci ritroviamo con un numero di cani ormai quasi triplicato (risultano nascite anche dopo l'accesso di febbraio 2025). Ho fatto richiesta al Comune di Ponzano Romano e Asl 4 di Roma per sapere se questo allevamento abbia mai ceduto cani, ma non ho avuto risposta". (ANSA).

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