Addio a Emma Lazzarini, 103 anni di grinta e dolcezza
IL LUTTO. La nota signora è venuta a mancare all’età di 103 anni, mamma di Marino, imprenditore nel campo dolciario e presidente del Club «Amici dell’Atalanta», dopo essere stato per anni un consigliere della società nerazzurra.
La «Signora dei confetti» è volata via, con leggerezza dolce e non sarebbe stato possibile altrimenti. Emma Lazzarini aveva tagliato l’invidiabile traguardo dei 103 anni alla fine dello scorso aprile, festeggiata dalla sua bellissima famiglia con a capo il figlio Marino, illuminato e generoso imprenditore nel campo dolciario e presidente del Club «Amici dell’Atalanta», dopo essere stato per anni un consigliere della società nerazzurra.
Il compleanno da record
Quel compleanno era stato un giorno davvero speciale per la signora Emma. Da tempo regina incontrastata del suo bel negozio «Lazzarini Dolciumi» di via Broseta, tra confetti e leccornie di ogni genere, Emma Lazzarini aveva ricevuto gli auguri della sua famiglia, delle sue ragazze del negozio, di una rappresentanza femminile, con Benedetta e Giusy, del magazzino di Azzano e della sindaca Elena Carnevali che le aveva portato un mazzo di fiori. In questa visita c’era stato anche molto di personale.
«Per me fu un’emozione ancora più grande, visto il legame di affetto che lega la signora Emma alla mia famiglia di Ciserano – confessa la sindaca –. Un compleanno festeggiato nell’intimità di casa e circondato dall’affetto di figli, nipoti e pronipoti, e che era anche l’omaggio a una donna sorridente, lucida, con quello sguardo vivace e profondo che racconta una vita piena, intensa e generosa. Poter condividere quel momento di festa, stima e gratitudine è stato un vero privilegio».
E così la visita della sindaca si protrasse un pochino di più, dopo il taglio della torta, ripercorrendo nomi e vicende delle rispettive famiglie, circostanze che la signora Emma ricordava perfettamente. Emma Manzotti lavorava nel forno di famiglia in via Osio, ora via Moroni, e fu lì che Giuseppe Lazzarini la conobbe, innamorandosene per il fascino e l’abilità di commessa. Tifoso dell’Atalanta, Giuseppe un giorno decise di portarla allo stadio ma, narra la leggenda, a fine partita uscì con gli amici del bar Arlecchino, dimenticandosi la fidanzata. Se ne accorse ben presto però, e riuscì a riparare al danno per salvare le nozze. Che si celebrarono il 15 aprile del ‘45, in piena guerra, nella chiesa di Sant’Anna, dove Giuseppe non mancò di esibire il suo buonumore. Si erano appena officiate le prime comunioni e la chiesa era un tripudio di fiori bianchi.
«Fino a pochi mesi fa, trattava ancora lei coi rappresentanti e faceva ogni sera il resoconto della giornata al figlio Marino, giustificandosi quando l’incasso non era stato all’altezza delle aspettative. Con i figli, la nuora Rita, nipoti e pronipoti, è sempre stata avvolta da un mare di affetto».
«Guarda cosa ti ho fatto trovare – disse lo sposo ad Emma – per te questo e altro». Ancora non sappiamo se la sposa, al momento, ci credette o fece finta. Una volta sposati si trasferirono, dopo una velocissima luna di miele al Pianone («Dopo tre giorni ci stancammo di oziare e tornammo a casa», confesserà), nel negozio di via Broseta, dove nonno Marino, papà di Giuseppe, volle prima sottoporre la sposina all’esame di confezionamento dello zucchero e non solo. D’altronde Marino, burbero e dolce, da socio fondatore della Novi Ligure (per anni un’azienda di famiglia) si sentiva autorizzato a imporre il suo ruolo. Da allora Emma, che aveva perso Giuseppe nel 1999, cinque giorni dal compleanno 90, è stata il punto di riferimento del negozio e controllava da casa, esattamente sopra, l’ottimo lavoro di Giusi, Monica e Mara. Fino a pochi mesi fa, trattava ancora lei coi rappresentanti, che avrebbero preferito un interlocutore più morbido, e faceva ogni sera il resoconto della giornata al figlio Marino, giustificandosi quando l’incasso non era stato all’altezza delle aspettative. Con i figli Marino e Marina (era appena morto il nonno e bisognava ricordarne il nome), la nuora Rita, nipoti e pronipoti, la signora Emma è sempre stata avvolta da un mare di affetto, arrivato anche da tanta gente che le volevano bene. Poi, negli ultimi mesi, un periodo di sofferenza, dopo una caduta dalla quale sembrava si fosse ripresa bene, fino a questi ultimi giorni. Sabato è stato il compleanno della nipote Francesca, alla quale era legatissima, e viene da pensare che la nonna abbia rimandato il volo in cielo per evitare che le due circostanze, di gioia e di dolore, si sovrapponessero. I funerali saranno celebrati domani alle 9 nella parrocchiale di San Paolo Apostolo. «Con le lacrime agli occhi – confessa il figlio Marino– posso dire che aver avuto una mamma così è stata davvero una fortuna. Al mattino mi augurava sempre buon lavoro e alla sera buon sonno e buon risveglio».
Siamo sicuri che il suo Giuseppe, che l’aspettava da tempo, le avrà fatto trovare un tripudio di fiori bianchi. Come quel giorno felice. Buon viaggio, signora Emma, conoscerla è stato un regalo. Dolcissimo.
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