Addio a Ottavio Dezza, pioniere dell’ortopedia con la passione per la montagna

IL LUTTO. È scomparso l’8 marzo. La moglie: «Andò in Russia per imparare una tecnica ortopedica all’avanguardia e formò colleghi della Costa d’Avorio». Fu coordinatore medico nazionale del Soccorso Alpino Lombardo.

«Prima la professione, poi la montagna. E nel cuore sempre la sua famiglia». Con parole dense di emozioni Maria Teresa Bozzetto ricorda il marito Ottavio Dezza, scomparso l’8 marzo. Classe 1939, Dezza è stato un luminare in campo ortopedico tra gli Anni ’80 e ’90. Laureato a Pavia è arrivato come ortopedico agli allora Ospedali Riuniti, a metà degli anni ’60 dove è rimasto fino agli anni ’90 per poi diventare primario all’ospedale di Ponte San Pietro e chiudere la sua carriera medica alla clinica Palazzolo.

L’esperienza in Russia

Un medico che si è sempre speso per far progredire le tecniche e le cure: «È stato in Russia per imparare il metodo di Ilizarov, una tecnica ortopedica di fissazione esterna per allungare e correggere deformità ossee – spiega la moglie –. Non solo, ha accolto colleghi del centro medico di Bonoua, in Costa d’Avorio, per formare i giovani ortopedici in modo che potessero esercitare in completa autonomia».

L’amore per la montagna

Dezza però era anche un appassionato di montagna, tanto da diventare coordinatore medico nazionale della delegazione del Soccorso Alpino Lombardo legato al Cai negli anni ’80. Dezza lascia la moglie, i cinque figli e gli otto nipoti.

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