Adunata alpini, conto alla rovescia. A Genova attesi 7mila bergamaschi

L’EVENTO. Ci saranno migliaia di soci e molti sindaci. Sonzogni: «Una festa all’insegna dei valori». Nel 2029 il centenario: «Per sapere se Bergamo sarà scelta, si deve attendere settembre 2027».

Genova si prepara ad accogliere 400mila persone per la 97a adunata nazionale degli alpini che affolleranno la città da venerdì 8 a domenica 10 maggio. Sarà la sesta volta, l’ultima 25 anni fa. Tra i tanti anche le penne nere orobiche; molti sono già in procinto di partire, alcuni arriveranno solo domenica per la sfilata. «I bergamaschi – anticipa il presidente della sezione di Bergamo Giorgio Sonzogni – potrebbero essere 6/7 mila, per condividere quella che per noi è una grande festa. Immagino che, come ogni anno, saranno al nostro fianco i sindaci delle nostre comunità, a cui ho inviato una lettera di invito. Loro ci sono sempre, dimostrando il forte legame con la sezione e la vicinanza delle istituzioni».

Sonzogni ricorda le parole del past president nazionale Giuseppe Parazzini, che disse: «L’adunata non è un evento da “guardare” o da giudicare esteticamente, ma da vivere: le adunate non sono fatte per essere belle, ma per il piacere di stare insieme. Questo significa che ciò che spinge gli Alpini a partecipare alla sfilata è soprattutto il desiderio di ritrovarsi, riconoscersi e condividere un’identità comune, più che esibirsi».

«Alpini faro per il futuro dell’Italia» è il motto di questa adunata, con cui, secondo Sonzogni, «si desidera richiamare il ruolo degli oltre 320mila Soci Ana come riferimento valoriale per la società, nel solco dei principi che da sempre ci guidano: Patria, famiglia, dovere, sacrificio, memoria e solidarietà».

Quest’anno l’adunata rischia di risentire delle polemiche che hanno agitato il mondo alpino in queste ultime settimane. Da un lato quelle esterne per i commenti discutibili e criticati di Lorena Lucattini, funzionario alla procura di Genova e candidata con Avs al Consiglio comunale di Genova, che sui social ha definito «una pagliacciata il raduno degli Alpini, che occupano scuole e palestre; gli alpini sporcano, bevono, fanno casino». Il mondo Ana è però in stato di agitazione anche internamente, per via della consegna del cappello alpino ad alcuni volontari impegnati nel supporto alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.

«Su questo discorso preferisco sorvolare - commenta Sonzogni - per non mettere benzina sul fuoco; come in ogni famiglia ci sono discussioni e opinioni diverse, ma rimane sempre la serenità e la forza del volersi bene, sentimenti che devono superare ogni individualismo. Si è trattato di una scelta della presidenza nazionale e del Ministero della difesa - commenta Sonzogni -. Un gesto compiuto dal nostro presidente nazionale Sebastiano Favero con le migliori intenzioni e sempre con l’obiettivo di fare il bene dell’associazione. Rimane il fatto che quel cappello non permette di iscriversi all’Ana come soci alpini».

«Auspichiamo – aggiunge Sonzogni – che la nostra adunata rafforzi, nelle istituzioni e nelle nuove generazioni, il senso di responsabilità e coesione, mantenendo vivo lo spirito autentico dei nostri “veci”, anche nei momenti di condivisione e sana allegria. Le cerimonie civili e religiose, unitamente alla sfilata, rinnoveranno la memoria e il ricordo di quanti sono caduti, in tempo di guerra e in tempo di pace, nell’adempimento del proprio dovere al servizio delle Istituzioni, affinché il nostro vivere fosse e sia sempre più degno e migliore».

«Anche da Genova - conclude Sonzogni - gli alpini bergamaschi continueranno a tenere cuore e testa fissi sull’obiettivo del nostro progetto di rigenerazione della Casa di Endine e ad alimentare il sogno e desidero della centesima adunata nazionale del 2029 a Bergamo. Per sapere se la nostra città sarà scelta, bisognerà attendere settembre 2027».

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